Gio 8 Mag 2014 - 701 visite
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Europa cimitero degli elefanti

Messina (IdV): “L'Italia ha sempre mandato a Strasburgo i politici trombati”

idvNon si può certo dire che in questa campagna elettorale l’Italia dei valori stia trascurando Ferrara: dopo l’incontro della settimana scorsa con la candidata al Parlamento europeo Sabrina Freda, ieri – in attesa dell’arrivo di Di Pietro che sarà in città domani -al Tiffany è arrivato il segretario nazionale del partito Ignazio Messina, che è capolista in tutte le circoscrizioni. Ad accoglierlo, oltre alla stessa Freda, il segretario provinciale Massimiliano Fiorillo e Giuseppe Fornaro, candidato sindaco di Valori di sinistra, lista cui l’Idv locale aderisce.

Dopo aver augurato “il miglior risultato possibile” a Fornaro e Vds, Messina si è concentrato sui temi comunitari, all’insegna dello slogan “Europei non tedeschi, che non significa che i Tedeschi non sono amici – ha specificato subito –: noi ce l’abbiamo con la Cancelliera, che sta danneggiando i paesi più deboli, avvantaggiandosi”.

E se il segretario riconosce che “i vincoli vanno rispettati”, non inserendosi dunque nel nutrito gruppo di quanti chiedono la revisione del Fiscal Compact o del Trattato di Maastricht, subito punzecchia ricordando che “la Germania li ha violati più volte senza che qualcuno dicesse alcunché, e in questo momento la Francia ha un rapporto deficit/Pil del 4,3%, ma nessuno lo dice. Tutto questo dipende dall’autorevolezza dei singoli Stati” ha proseguito, sostenendo che la situazione attuale è da addebitare all’Italia, che a lungo ha considerato l’assemblea di Strasburgo “un cimitero degli elefanti dove mandare politici anziani o trombati, mentre gli altri paesi facevano l’opposto”, anche se Messina ci tiene a ricordare che – stando a uno studio di università inglesi – è stato proprio l’eurodeputato Idv Giommaria Uggias “il migliore” nella legislatura che si sta concludendo.

L’Idv sogna un’Europa in cui “Francia, Germania, Inghilterra e Italia abbiano gli stessi stipendi”, visto che adesso gli altri, oltre a percepirne in media di più alti, devono affrontare un prezzi decisamente più contenuti, “visto che un metro quadrato in Germania costa il 44% in meno che da noi, e la Rc auto il 50% in meno nel resto d’Europa”. Pure la tassazione la vorrebbe uguale (“adesso sulle nostre imprese è del 44% mentre su quelle tedesche del 21%: ci vuole una fiscalità europea”), così come un soglia comune oltre il quale il tasso d’interesse è usurario, “da fissare al 5%. Oggi le banche italiane prendono in prestito il denaro dalla Bce con un tasso dello 0,25% per poi prestarlo all’8%, mentre quelle inglesi e tedesche lo prestano al 2%”. No invece alla precarietà, “perché non è su quella che possiamo fondare lo sviluppo”.

Ultimi ma non meno importanti i temi ambientali: “noi siamo quelli del referendum per dire no al nucleare – ricordare il segretario riferendosi alla raccolta firme per il referendum di qualche anno fa –: vorremmo che anche l’Europa lo fosse, e puntasse sulle energie verdi che rappresentano il futuro. Ed è pure falso che il nucleare costi meno: nella bolletta andrebbero inseriti anche i costi di dismissione delle centrali, e allora si capirebbe che costa il doppio”. No pure agli Ogm e sì ai prodotti tipici.

Sul fronte italiano, Messina bolla come “iniqua” la riduzione fiscale del Governo Renzi, “perché noi vorremmo rivolgerci a quei quattro milioni e mezzo di Italiani che secondo l’Istat non possono permettersi un pasto adeguato una volta ogni due giorni, e ai pensionati con assegni da 400 euro al mese. Non è civile dare qualcosa a chi qualcosa ha già trascurando queste altre persone”.

Non piace nemmeno la riforma del Senato, “che andrebbe abolito, perché se serve e il problema sono i costi, si risolve dimezzando i parlamentari in entrambi i rami del Parlamento, se invece non serve si taglia, non si fa un Senaticchio part time per i presidenti delle Regioni e i sindaci”.

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