Cronaca
4 Aprile 2014
Secondo la procura i due dottori erano responsabili delle condizioni igieniche della struttura

Morte per legionella, a processo due medici Sant’Anna

di Ruggero Veronese | 2 min

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santannaSono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, Ermes Carlini e Paola Antonioli, i due medici dell’ex ospedale Sant’Anna, accusati di aver provocato la morte di una signora di 71 anni, ricoverata nella struttura di corso Giovecca e deceduta a causa di una broncopolmonite massiva. Una morte che, secondo la procura, sarebbe stata innescata da un’infezione di legionella che la donna avrebbe contratto proprio durante la sua permanenza al Sant’Anna, con conseguenti responsabilità da parte di chi doveva assicurarsi dell’igiene dei locali e dei pazienti.

L’episodio è avvenuto il 7 ottobre 2011, e da allora è stata subito battaglia legale tra i parenti della vittima e l’azienda ospedaliera, che si fronteggiarono da subito in una causa civile ancora in corso. Ma il decesso tra le mura dell’ospedale ebbe ripercussioni anche politiche, a partire da un’interrogazione in regione della capogruppo Idv, Liana Barbati, che si chiedeva i motivi per cui un fascicolo contenente le condizioni diagnostiche di un decesso da legionella di stampo ospedaliero non fosse stato tempestivamente trasmesso anche alla procura. Un quesito a cui rispose l’assessore regionale alla sanità, Carlo Lusenti, sostenendo che “la direzione generale dell’azienda Sant’Anna, cui spetta la valutazione delle circostanze nelle quali si è verificato il decesso della paziente al fine di evidenziare l’esistenza di eventuali responsabilità cliniche od organizzative tra le cause, non ha rilevato tali responsabilità e non ha pertanto inviato la relativa segnalazione alla Procura della Repubblica”.

La decisione del tribunale è arrivata soltanto ieri in udienza preliminare: secondo la procura infatti ci sarebbero anche responsabilità penali alla radice del decesso e per questo Carlini e Antonioli affronteranno in rito ordinario il processo per omicidio colposo. La prima udienza si terrà il 9 luglio, solo un giorno prima rispetto al processo civile. I due procedimenti si intrecciano così anche sul fronte delle prove, con la perizia affidata dal tribunale al dottor Di Silvestro (che verrà depositata entro luglio) a far chiarezza sulle cause del contagio e sull’identificazione del ceppo batterico che contagiò la 71enne. Secondo le difese sono infatti necessarie analisi genetiche per confermare che il batterio di legionella riscontrato al Sant’Anna sia lo stesso che colpì la donna, e solo uno studio approfondito potrà far luce su questo dettaglio, fondamentale per entrambi i processi.

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