Cronaca
12 Febbraio 2014
I dati di Legambiente evidenziano ancora troppe giornate con alte concentrazioni di polveri sottili

Micropolveri, Ferrara migliora ma è oltre i limiti

di Daniele Oppo | 4 min

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admin-ajaxLa qualità dell’aria a Ferrara migliora rispetto agli anni passati ma, secondo i dati diffusi da Legambiente, anche nel 2013 sono state troppe le giornate oltre i limiti.

Nel 2013 la città estense, in un trend relativamente positivo per tutta la Regione, ha visto una diminuzione dei livelli di micropolveri Pm10 ma non possono passare inosservate le 51 giornate (16 in più di quelle consentite per legge) in cui sono stati sforati i limiti legali di 55 microgrammi per metro cubo con una media osservata di ben 63,8 microgrammi per metro cubo. Una situazione, dunque, sempre negativa ma in netto miglioramento, soprattutto rispetto al biennio precedente quando si sono registrate 77 (2012) e 71 (2011) giornate di sforamento (nel 2010 sono state 59 e nel 2009 66).

“Il numero degli sforamenti diminuisce – osserva Legambiente – ma per l’Emilia-Romagna, come per il resto della Pianura padana, l’inquinamento atmosferico resta un’emergenza ambientale e di salute pubblica: anche nel 2013, infatti, in quasi tutti i principali centri urbani sono stati superati i livelli di polveri fini (Pm10). In generale – continua Legambiente – il bacino padano si conferma come la zona più critica, con 15 città tra le prime 20 posizioni nella classifica dell’inquinamento atmosferico, anche a causa delle caratteristiche geomorfologiche che non favoriscono il ricircolo dell’aria”.

 Peggio di Ferrara fanno Parma con 80 giornate, seguita da Rimini (68), Bologna (57) e Reggio Emilia (56).  Modena (51) si attesta sugli stessi livelli mentre fanno leggermente meglio Ravenna (48)  Piacenza (43). Promosse solamente Forlì, con 28 giornate di sforamenti, e Cesena che ne conta 15

“Numeri – commenta ancora Legambiente – che sono direttamente collegati ad un peggioramento delle condizioni di salute, specialmente dei soggetti più deboli come bambini, anziani, asmatici: è infatti comprovato che l’inquinamento atmosferico e in particolare le polveri sottili agiscano sull’aumento della sintomatologia respiratoria in bambini che già soffrono di disturbi cronici, specialmente se residenti in aree urbano-industriali. Ciò indica che le misure fino ad ora adottate per e ridurre gli inquinanti atmosferici limitandone le cause non sono state sufficienti per porre rimedio alla grave situazione della nostra regione”.

“L’inquinamento atmosferico – afferma Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna – continua ad avere caratteristiche di una vera e propria emergenza ambientale e soprattutto sanitaria. Anche quest’anno vogliamo portare l’attenzione sul fatto che gli interventi debbano andare prioritariamente a tutelare la salute dei bambini. Per questo torniamo a chiedere che i comuni lavorino per allontanare il traffico vicino alle scuole, attraverso la pedonalizzazione delle vie adiacenti gli edifici scolastici, la creazione di ‘zone30’ e di percorsi casa-scuola a piedi e in bicicletta, per una maggiore tutela della salute dei più piccoli».

Il settore su cui l’associazione ambientalista suggerisce di intervenire prioritariamente è quello del traffico veicolare,  “attraverso azioni che incentivino una nuova mobilità incentrata sul trasporto pubblico locale, su quello ferroviario e ciclabile, e dirottando gli investimenti dedicati all’autotrasporto, sul ferro, sulla mobilità collettiva, sulla creazione di nuove piste ciclabili”. Un’ulteriore proposta da parte dell’associazione ambientalista per far fronte allo stato di emergenza è quella di abbassare il limite di velocità in autostrada fino a 110 chilometri orari durante i lunghi periodi di superamenti continuativi dei livelli di Pm10. Rispetto alle chiusure al traffico di parte dei centri urbani va ricordato come, sebbene si tratti di interventi non strutturali, l’efficaci a nell’abbassare drasticamente l’inquinamento atmosferico nelle zone di intervento sia ormai dimostrata. Lo confermano i recenti dati Arpa sui monitoraggi effettuati a Bologna durante i famosi TDays, che rilevano un netto calo delle polveri sottili nell’area di blocco del traffico, manifestando il concreto funzionamento di questa misura di contenimento delle emissioni veicolari.

Sono infine i processi industriali e di produzione di energia e in città i riscaldamenti degli edifici, le altre fonti di emissione di sostanze inquinanti: “Bisogna perciò lavorare per un continuo miglioramento delle prestazioni dei siti produttivi e centrali elettriche – conclude Legambiente – delocalizzandole se necessario al di fuori dei centri abitati, e puntare su politiche di efficienza energetica degli edifici, sulla diffusione di fonti rinnovabili e pulite per la produzione elettrica e il riscaldamento delle abitazioni”.

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