Tiene ancora banco – lo farà ancora per un paio di anni almeno – la vicenda legata al derivato Dexia. Dopo le brutte notizie per Ferrara giunte dalla causa tenutasi davanti alla High Court of Justice di Londra fra Dexia e Regione Piemonte, uno spiraglio sembra aprirsi dopo l’ultima sentenza dello stesso tribunale a favore del Comune di Forlì.
Per la verità la vicenda è alquanto diversa rispetto a quanto avvenuto a Ferrara e in altre amministrazioni italiane: il Comune di Forlì aveva infatti richiesto nel febbraio 2012 una mediazione civile per rinegoziare i contratti di swap sottoscritti nel 2002, 2003 e 2005 dopo averne contestato la validità mentre l’amministrazione estense ha deciso, al pari della Regione Piemonte, di procedere con l’annullamento unilaterale dei contratti tramite lo strumento dell’autotutela. Per tutta risposta Dexia ha avviato un’azione legale in Inghilterra, davanti all’Alta Corte, scelta come foro competente, per l’accertamento della validità e il rispetto dei contratti stipulati. Il giudice di Londra ha deciso in favore dell’amministrazione forlivense ricalcando sostanzialmente un analogo provvedimento emesso in favore della Provincia di Crotone nel novembre scorso (anch’essa aveva richiesto una mediazione civile e si era vista invece citata in giudizio) in cui Dexia ha visto rigettata la sua richiesta di giudizio sommario ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali (circa 43 mila euro) perché, fra le altre cose, l’ente calabrese avrebbe avuto prospettive reali di successo nel successivo giudizio ordinario sulla legittimità dei contratti.
Per Ferrara la situazione appare un po’ diversa dato che l’amministrazione non ha richiesto una mediazione per la rinegoziazione del contratto ma ha già provveduto a dare corso all’annullamento unilaterale dei contratti decidendo di non pagare più le somme dovute (stessa cosa hanno fatto i Comuni di Firenze, Prato e Messina, nonché la Regione Piemonte) e vedendosi così citata in giudizio. Situazione di cui è ben conscio l’assessore al Bilancio Luigi Marattin che non si espone: “Il derivato di Forlì è identico al nostro, stessa struttura e stessa banca, e la decisione del giudice di Londra sembra essere una buona notizia anche se non definitiva, ma ho dato mandato all’ufficio legale di fare le opportune verifiche per capire meglio la situazione”. Nel caso in cui la notizia si rivelasse veramente buona – lo sapremo quando si celebrerà il processo fra un paio di anni – “il Comune potrebbe spendere tutti i soldi accantonati, a quella data circa 4 milioni di euro aggiungendo magari anche i soldi delle spese legali”. Nel caso contrario l’Amministrazione si vedrebbe costretta a pagare: “Ma per i cittadini cambierebbe poco perché abbiamo accantonato ogni centesimo” conclude Marattin.
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