
Non arretra di un millimetro la capogruppo Idv in consiglio regionale Sabrina Freda sulla questione dei rischi ambientali derivanti dal “collegato ambientale”. Il disegno di legge, proposto dal ministro Andrea Orlando e già approvato dal consiglio dei ministri, prevede anche l’estensione del bacino di raccolta rifiuti a livello nazionale, con pesanti conseguenze per le regioni ricche di inceneritori – Emilia in primis – che si ritroverebbero a smaltire scarti provenienti anche dalla parte opposta della penisola.
“Con questo ddl – attacca la Freda – si prepara il terreno perchè in Emilia Romagna si brucino i rifiuti provenienti da tutta Italia. Già ne sono arrivati da lazio, Campania e anche da San Marino. La politica preferisce dunque voltare la testa dall’altra parte a favore dei bilanci pluri-milionari delle multiutilities, piuttosto che correre il rischio di prendere decisioni significative, in grado di incidere in maniera positiva sulla qualità della vita delle persone”.
Temi non nuovi per Sabrina Freda che, come molti ricorderanno, era stata sollevata dal suo ruolo di assessore regionale all’ambiente proprio in seguito alla sua opposizione alla nuova Aia dell’inceneritore di Ferrara in via Diana, che dal luglio scorso aveva ricevuto l’autorizzazione a bruciare rifiuti anche dalle altre province emiliano-romagnole. “Passa in secondo piano la tutela della salute dei cittadini – continua l’ex assessore -, costretti a respirare un’aria sempre più inquinata, e vengono annullati i loro sforzi nell’applicazione di politiche sostenibili come la raccolta differenziata, che a questo punto diventa controproducente: serve solo a liberare spazio negli inceneritori per i rifiuti provenienti da altre regioni”
La proposta della Freda e del suo gruppo è quindi quello di procedere spediti verso la dismissioni dei termovalorizzatori all’interno del Piano Regionale di gestione dei rifiuti, “che avrebbe dovuto essere approvato il 12 dicembre scorso – sottolinea la capogruppo Idv – e di cui non si ha più alcuna notizia. Per questi motivi abbiamo presentato una risoluzione – una analoga è già stata votata in Lombardia – che impegna la nostra Regione a mettere in pratica ciò che predica a parole: la progressiva chiusura degli inceneritori, a cominciare da quelli di Piacenza e Ravenna, che sono i più obsoleti e impattanti. È necessario e urgente che se ne discuta in tempi rapidi, senza ulteriori comodi rinvii, individuando scenari e criteri di “decommissioning selettivo”, cioè di disattivazione progressiva degli impianti o delle singole linee di combustione. Criteri che dovranno essere definiti in modo chiaro e inequivocabile all’interno del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Vedremo anche se i membri dell’Assemblea Legislativa, che respirano la stessa aria di tutti, voteranno come i colleghi lombardi perché si proceda al progressivo spegnimento degli inceneritori, o se saremo invece costretti a smaltire i rifiuti di tutta Italia”.
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