Gio 5 Dic 2013 - 439 visite
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A Bondeno mancano i servizi sanitari

Gent. mo Direttore,

non si può più far finta di nulla: ad oltre un anno di distanza dal terremoto, a Bondeno, non abbiamo ancora i più elementari servizi sanitari. Tutti gli Ambulatori specialistici sono chiusi. Per una semplice visita, od un esame di routine, è necessario andare a Cento, o addirittura a Cona;  stessa  cosa vale per coloro che devono sottoporsi regolarmente a Dialisi. Oltre all’allungamento dei tempi di attesa, l’aspetto più sconcertante è che tante persone anziane, anziché far perdere ai famigliari una mezza giornata di lavoro, preferiscono rinunciare alle visite programmate con mesi di anticipo.

Mi chiedo perché far pagare alla nostra Comunità un costo sociale così salato in tempi di crisi? Perché non si è voluto individuare, subito, una collocazione temporanea per gli Ambulatori più importanti  – ci sono tante strutture non utilizzate a Bondeno -, in attesa di prendere una decisione sul futuro del “Borselli”. Troppo affrettata e miope è parsa anche la scelta di anticipare la chiusura – confermata  per il futuro – del Punto di Primo Soccorso: un presidio che tutti ritenevano irrinunciabile, e quindi intoccabile. L’ultima novità è che l’Ambulanza  118 è stata spostata – ora non c’è più il medico a bordo – presso la Caserma dei Vigili del Fuoco Volontari.

Che differenza rispetto a Comacchio! Là il Comitato a difesa del “San Camillo” organizza manifestazioni e presidia l’Ospedale giorno e notte, qui a Bondeno tutto passa nell’indifferenza più totale, comprese le forze politiche. Se escludiamo qualsiasi mobilitazione di massa, cerchiamo almeno di essere concreti,  evitando di cadere nella trappola delle promesse a lungo termine: non culliamoci nell’illusione che la Regione affondi  14 milioni di euro – questa è la cifra ipotizzata per recuperare l’ala inagibile del Borselli – in una struttura ormai ritenuta, da tutti, a ragione, insicura ed obsoleta in una zona di difficile accesso. È assurdo ragionare con lo sguardo rivolto verso il passato, nel momento in cui tutta l’organizzazione ospedaliero-sanitaria provinciale è ormai imperniata sull’Ospedale-hub di Cona. Siamo certi che la Regione – nel 2010 si vota – non cambierà i piani, ed allora scopriremo di aver solo perso tempo prezioso. Anche a Comacchio, lo ricordo, il Presidente Errani aveva stipulato accordi scritti che puntualmente ha disatteso. Le condizioni sono radicalmente mutate: oggi occorrono progetti innovativi, strutture moderne, razionali ed efficienti,  facilmente gestibili  e, soprattutto, velocemente cantierabili.

Si abbia il coraggio di “inchiodare” la Regione a mettere tutti questi soldi in un progetto completamente nuovo! Non “attacchiamoci” ai muri, ma pensiamo  al contenuto:  a Bondeno chiediamo  servizi efficienti,  di qualità e facilmente accessibili. Tutto qui.

Davide Verri

Consigliere Provincia di Ferrara

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