Dom 10 Nov 2013 - 954 visite
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Raffi:“Massoneria non è uguale a potere occulto”

Convegno e spettacolo sul pensiero di Giordano Bruno

100_5716di Marcello Celeghini

“Ogni giorno, tra di noi, muore un Giordano Bruno”. È questa l’amara considerazione lanciata dal Gran Maestro del Gran Oriente d’Italia, avvocato Gustavo Raffi, a conclusione del suo intervento nell’ambito del convegno sulla figura di Giordano Bruno, svoltosi ieri pomeriggio in una Sala Estense gremita e organizzato dall’omonima loggia massonica ferrarese, che porta proprio il nome del filosofo nolano, per celebrare i quarant’anni dalla sua fondazione. Dopo il convegno, è andata in scena la rappresentazione teatrale “La pietra della bellezza”, con replica ulteriore nella serata, che racconta la forza del pensiero di Bruno attraverso un dialogo tra lo stesso e colui che ha sancito la sua condanna a morte, ovvero Papa Clemente VIII. Molto interessante anche il filmato proiettato all’inizio del pomeriggio bruniano riguardante la storia presente e passata della massoneria ferrarese e dei suoi massoni più illustri.

Attualmente a Ferrara sono presenti tre logge massoniche, tra cui una è proprio la loggia “Giordano Bruno”. Tra i ferraresi illustri che ne hanno fatto parte sono stati ricordati, tra gli altri, il tenore centese Giuseppe Borgatti, a cui è stato intitolato il teatro comunale della cittadina, e il politico Giuseppe Borselli, fondatore della Cassa di Risparmio di Cento. Da sfatare è il luogo comune che vede nella massoneria un potere occulto, antidemocratico e reazionario. La massoneria ripudia tutto ciò che limita la libertà di pensiero dell’uomo ed è un’organizzazione che si impegna nel sociale, come nel caso del terremoto del 2012, quando ha stanziato 50mila euro di fondi per i terremotati.

La volontà di soffermarsi sulla figura del filosofo “ribelle”, bruciato sul rogo a Roma la mattina del 17 febbraio 1600, si spiega con la grande influenza che il pensiero di Bruno ha avuto sull’ispirazione dei valori fondativi della massoneria. “Molti hanno sostenuto che Giordano Bruno sia da annoverare tra i fondatori del pensiero scientifico- interviene Pierre Dalla Vigna, filosofo e professore all’Università dell’Insurbria- io credo invece che egli più che altro se ne serva senza mediazioni. Mentre Copernico e Keplero ragionavano in termini teorici, matematici e quindi astratti, Bruno fu ‘colpevole’ di aver calato queste teorie nella realtà sfidando apertamente il dogmatismo”.

100_5724“Bruno è un libero pensatore che probabilmente ha avuto la sfortuna di vivere nell’epoca sbagliata.- sostiene Gerardo Picardo, storico e regista dell’opera teatrale- Egli con eroica ostinazione anche davanti alla morte certa dice solo quello che la sua mente pensante e libera da dogmatismi gli suggerisce arrivando ad ipotizzare questioni che ancora oggi possiamo definire come attuali. La paura più grande del Filosofo fu solamente quella di ‘non poter pensare più”.

Tocca poi al Gran Maestro dell’Oriente d’Italia Gustavo Raffi chiudere gli interventi e dare una sintesi onnicomprensiva sulla figura di Bruno. “Il filosofo nolano ci insegna che l’eresia di oggi può essere l’ortodossia di domani. Ci sono tanti Bruno nel mondo odierno che però vengono mortificati e calpestati da dogmatismi, totalitarismi e ideologie. È il caso della giovanissima studentessa pakistana che continua la sua lotta contro l’ideologia talebana mettendoci la faccia all’Onu. L’uomo moderno deve essere ‘l’uomo del dubbio’ e non deve vergognarsene perché il dubbio è una forza non una debolezza. La massoneria non è una società segreta, lo è stata suo malgrado solo in momenti storici in cui la libertà di pensiero e di parola era repressa, quando del resto- conclude Raffi- agivano in segreto anche i partiti politici democratici”.

Finito il convegno, è stata la volta dello spettacolo teatrale in un unico atto ‘La pietra della bellezza’, tratto da un testo di Gerardo Picardo e diretto da Chiara Urru, a cura della Compagnia T di Alghero che ha rappresentato un ipotetico dialogo filosofico-dogmatico tra Giordano Bruno (Maurizio Pulina) e Papa Clemente VIII (Francesco Palmieri). L’Uomo e Dio, Ragione e Fede, Libera ricerca e dogma in un crescendo di pathos nella rispettiva difesa delle due opposte tesi.

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