Cronaca
8 Novembre 2013
Buttafuori rinviato a giudizio per aver impedito l'accesso al locale a un gruppo di ragazzi

“No a magrebini in discoteca”, a processo

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (5)“Questa sera tunisini e marocchini non possono entrare”. Una frase che, secondo la denuncia della parte offesa, venne detta da Omar Passarella, all’epoca addetto alla sicurezza di una discoteca in provincia di Ferrara. Per quelle parole, riportate ieri in aula dall’avvocato di parte civile, l’imputato dovrà affrontare un processo per violenza privata.

La notte del 6 giugno 2009 il buttafuori sorvegliava l’ingresso del locale, davanti al quale sostava una lunga fila di persone in attesa di entrare per una notte di divertimento.

Tra questi c’era anche la presunta vittima, un giovane nordafricano, assieme ad alcuni amici, che non riuscirono però a entrare. Secondo quanto riportato nella denuncia Passarella, difeso dall’avvocato Flavio Cattabriga, avrebbe bloccato l’ingresso ai ragazzi del gruppo, sostenendo che non li avrebbe fatti entrare a causa della loro nazionalità. Ne nacque un piccolo diverbio, con il buttafuori che allontanò il giovane con qualche spintone. La situazione fortunatamente non degenerò in uno scontro fisico, ma il ragazzo sporse denuncia contro Passarella, sottolineando la discriminazione etnica di cui sarebbe stato vittima, per poi costituirsi come parte civile attraverso l’avvocato Cinzia Rizzatello.

L’accusa che pende sull’addetto alla sicurezza è di violenza privata, aggravata dal fatto che la presunta vittima fosse minorenne e, naturalmente, dalla discriminazione razziale. Al termine dell’udienza preliminare il gip ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio della pm Ombretta Volta, e il caso verrà esaminato dal giudice dibattimentale.

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