Cronaca
5 Novembre 2013
Per l'assessore le scelte furono influenzate dai Beni Culturali, ma il consigliere Fli attacca: "Lavori non conformi alle norme"

Segnaletica irregolare, botta e risposta Rendine-Modonesi

di Ruggero Veronese | 2 min

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Immagine28-420x261 (1)Segnaletica orizzontale irregolare a Ferrara? Le valutazioni furono effettuate della Soprintendenza ai Beni Culturali. Questo il contenuto della risposta dell’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi all’interpellanza di Francesco Rendine (Fli), che a fine settembre denunciava l’usura delle strisce sulle carreggiate di alcune strade ferraresi (in particolare in piazzale San Giovanni) chiedendo all’amministrazione comunale di prendere provvedimenti “verso il tecnico o il politico responsabile”. Secondo il codice della strada infatti, rilevava Rendine, “le caratteristiche dei materiali da usare per i segnali orizzontali sono stabilite da un apposito disciplinare tecnico approvato dal ministero dei lavori pubblici”. Disciplinare che secondo il consigliere Fli non sarebbe stato rispettato durante la realizzazione della segnaletica ferrarese.

Di tutt’altro avviso Modonesi, che a proposito di piazzale San Giovanni afferma che “l’intervento per il rifacimento della segnaletica orizzontale è stato affidato a una ditta di segnaletica qualificata che ha realizzato la segnaletica orizzontale in base alle indicazioni contenute nei capitolati speciali utilizzati dagli uffici tecnici, ovvero impiegando vernice permanente eseguita con colato plastico a freddo a due componenti a base di resine metacriliche e uno strato di primer per l’applicazione su porfido, secondo le disposizioni normative nazionali”. Modonesi elenca le caratteristiche necessarie perchè la vernice sia a norma (elementi come la resistenza all’usura, la visibilità, la non infiammabilità o l’assenza di riflessi), ma sottolinea come, nel caso specifico di piazzale San Giovanni, “ricordiamo che si tratta di un progetto dei primi anni 2000 (2002-2003) e che le scelte in materia di segnaletica stradale furono fortemente vincolate alle valutazioni della Soprintendenza ai Beni Culturali, in ragione dell’ambito di rilevante valenza monumentale nel quale la rotatoria si colloca”.

Un distinguo che trova nuovamente l’opposizione di Rendine, che riporta il regolamento del codice della strada (art. 137, c.6) affermando che “nessun altro segnale è consentito sulle carreggiate stradali all’infuori di quelli previsti dalle presenti norme”. Il consigliere torna quindi a chiedere che qualcuno risponda dell’usura della segnaletica, affermando che “i requisiti fisici non sono integralmente rispettati, infatti la visibilità dei segnali non è garantita e questo comporta o che il capitolato non riportava tutte le voci di legge, che chi ha dovuto vigilare l’esecuzione dei lavori come da capitolato potrebbe non aver vigilato con la cura necessaria o che la ditta esecutrice potrebbe aver eseguito i lavori “alla carlona”. In qualunque caso l’amministrazione avrebbe liquidato un lavoro non conforme”. L’interpellanza di Rendine chiede quindi di “modificare immediatamente la segnaletica orizzontale” e di “chiedere eventuali danni a chi doveva realizzare i lavori attenendosi rigidamente al capitolato, ovvero a chi doveva verificare la rispondenza dell’opera ai lavori compiuti e non ha pienamente assolto al compito cui era preposto”.

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