30 Settembre 2013
L'assessore Zadro scommette sull'efficienza degli impianti. Riunione in prefettura sulla prevenzione incidenti

Petrolchimico, il punto dopo gli allarmi

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (18)Dopo i recenti episodi di allarme all’interno del petrolchimico e nella zona circostante, l’assessore comunale all’ambiente Rossella Zadro ricostruisce quanto avvenuto nell’ultimo mese nel polo industriale ferrarese, sostenendo soprattutto l’efficienza degli impianti di sicurezza in dotazione alle aziende e chiarendo come l’incendio di Ravalle sia del tutto indipendente.

È il 3 settembre il giorno del primo incidente, quando in serata due forti boati furono uditi da gran parte dell’area attorno al polo industriale. La fonte del frastuono è l’impianto di produzione polietilene GP10 di Versalis, dove a causa dell’altissima pressione si attivano due dischi di rottura. Durante la serata si è registrata anche una breve accensione della torcia non fumosa B7/F. Questo in sintesi quanto reso noto da Eni (proprietaria di Versalis) e comunicato agli enti pubblici ferraresi. “Nel frattempo – afferma la Zadro – gli enti di controllo hanno continuato le loro ispezioni e sopralluoghi e, ad oggi, le relazioni di Arpa e dei vigili del fuoco, così come riferito anche durante il tavolo in Prefettura dello scorso 12 settembre, hanno confermato che non si è trattato di un incidente, ma di un evento imprevisto si, ma gestito, e che non ci sono state conseguenze ambientali“. Secondo l’assessore le contraline per il controllo dell’aria di Barco e Cassana “non hanno evidenziato scostamenti di valori rispetto ai dati rilevati quotidianamente”, è sottolinea l’efficienza dell’impianto di sicurezza: “I dischi di rottura dell’impianto sono prodotti da Eni, sono di ultima generazione ed esportati ed adottati in tutto il mondo perché di tecnologia e materiali di alta qualità”. Ad oggi l’impianto è ancora fermo.

Per quanto riguarda il blackout che la settimana scorsa ha provocato l’interruzione delle attività di varie aziende, con conseguente accensione delle torce per bruciare i prodotti a metà lavorazione (le sostanze coinvolte sono state propano, etilene, propilene,butano, metano e idrogeno) , la Zadro afferma che “non è ancora pervenuta una relazione di istruttoria sulle cause del disservizio”, e che domani, 1° ottobre, “è convocata una riunione in prefettura per discutere delle misure necessarie alla comunicazione e alla prevenzione degli eventi”.

Le parole dell’assessore puntano però a rassicurare la città sulla sicurezza del polo chimico, “che è dotato – continua la Zadro – di sistemi di sicurezza certificati. Il Polo vanta una quota di incidenti sul lavoro pari a zero. La chimica e l’energia sono i settori industriali dove la sicurezza per le persone che vi lavorano è la prima priorità delle imprese. È anche facilmente intuibile che gli incidenti in questi contesti produttivi, nel caso in cui si verificassero, difficilmente si risolverebbero senza vittime, date le caratteristiche delle imprese. Pertanto il rigore è d’obbligo. Tra gli stabilimenti interni, alcuni sono piuttosto giovani, altri più datati. Però gli stanziamenti che ogni anno le singole società mettono a disposizione per il rinnovamento delle tecnologie sono numerosi. Negli ultimi due anni Yara, per esempio, ha destinato più di 15 milioni di euro per rinnovamento tecnologico. Basell altrettanti“. Sull’episodio del blackout la Zadro non fa riferimento ai dati sulle emissioni registrati dalle centraline per il controllo dell’aria, dopo l’ingente quantità di sostanze bruciate dalle torce degli impianti.

Per quanto riguarda l’incendio di Ravalle, “pare – afferma l’assessore all’ambiente – che l’episodio sia stato dovuto ad un mezzo agricolo che improvvisamente ha preso fuoco e che, essendo nelle vicinanze di rotoballe di fieno, ha causato un avvenimento di vaste dimensioni con odore molto percettibile in città, fumo e polveri. Essendo però il materiale bruciato solo paglia, ovvero sostanza organica, non si dovrebbero registrare impatti ambientali di rilievo. Polo Chimico e Ravalle non sono correlabili“.

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