Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Una donna di 52 anni, Maurilla Zona, residente a Coccanile, è morta nel pomeriggio di martedì poche ore dopo essere tornata a casa dal Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona, dove si era recata per forti dolori e febbre alta
Scortichino. Martina non poteva essere salvata. È la conclusione cui è giunta il medico legale Maria Rosa Gaudio al termine della perizia disposta dal tribunale di Ferrara per verificare eventuali colpe mediche nel decesso della donna di 38 anni avvenuto l’11 giugno.
Martina Aldi, originaria di Scortichino e residente con il compagno a Finale Emilia, morì all’ospedale di Baggiovara nel modenese, dove si trovava ricoverata in terapia intensiva. La donna, che era incinta, era entrata in coma dopo la scossa di terremoto del 29 maggio, perdendo anche il bambino. Quel giorno si trovava a Finale, epicentro del disastro. Il primo terremoto del 20 maggio l’aveva mandata nel panico e stava cercando di riprendersi.
Poi quel secondo sisma l’aveva di nuovo sconvolta, tanto che il giorno successivo perse i sensi mentre si trovava nella sua casa di Finale Emilia cadendo in coma. Un coma dal quale purtroppo Martina non si è più ripresa.
Per quel decesso la procura di Ferrara aprì un’inchiesta in seguito all’esposto della famiglia – assistita dall’avvocato Patrizia Micai – che cercava di capire i motivi della tragedia. Il pm Patrizia Castaldini aprì un fascicolo per omicidio colposo e indagò sei persone: cinque sanitari degli ospedali di Bondeno, Baggiovara e del 118, e un autista di ambulanza (difesi dagli avvocati Bova, Mattioli e Pesce).
Per capire se vi furono imperizie o negligenze nella vicenda, il gup Monica Bighetti dispose la perizia che ieri è stata discussa in incidente probatorio. Secondo le conclusioni “le condotte mediche non possono essere causalmente incidenti e determinanti sull’evoluzione mortale dell’aritmia”. La causa del decesso viene ricondotta a una “insufficienza multi-organo” in una persona che a causa dell’incidente accusava l’avvenuta mancanza di ossigeno al cervello in seguito all’arresto cardiaco. “La rapida – conclude il perito – ed irreversibile evoluzione del quadro clinico non poteva essere prevedibile né poteva essere arrestata”.
Il gup ha rinviato ora gli atti al pm che valuterà se chiedere l’archiviazione o una integrazione di prove.
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