Nuova tegola per Berco, rischia di perdere ordini da John Deere
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Un'altra tegola su Berco che da ottobre 2026 rischia di perdere gli ordini di John Deere che ogni anno acquistava 20-30 tonnellate di prodotti dallo stabilimento con sede a Copparo
Agribus/Agrimove, il progetto sperimentale di mobilità della Sezione Territoriale di Ferrara della Rete del lavoro agricolo di qualità, assieme ad Ami Agenzia Mobilità di Ferrara, è stato premiato con il primo posto nella categoria Welfare-Inclusione-Sostenibilità dell’IoMobility Awards
Domenica 24 maggio l’Accademia dei Maestri Artigiani e d’Impresa premierà solennemente 12 imprenditori di eccellenza del territorio
Con il solo servizio di impollinazione portato avanti nei campi dalle api e dagli altri insetti che viene stimato in Italia in 3 miliardi di euro occorre salvaguardare un settore importante per l’economia, per l’ambiente e per la salute
Salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la continuità produttiva dello stabilimento Eni-Versalis di Ravenna e Ferrara a rischio chiusura. La richiesta arriva da un’interrogazione del Partito democratico
Le imprese ferraresi scelgono sempre di più di “mettersi in rete”: a luglio 2013 salgono a 21 i contratti che coinvolgono 109 imprese, un numero quasi raddoppiato in sei mesi che fa di Ferrara una delle province leader in Italia.
“Il progressivo successo delle reti d’impresa è un segnale positivo per la nostra economia ancora in forti difficoltà di crescita – ha dichiarato Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di Commercio di Ferrara – il sistema delle alleanze permette infatti alle piccole e medie aziende di rafforzarsi. I principali benefici sono di carattere fiscale, amministrativo e finanziario, ma le reti permettono soprattutto di sviluppare una maggiore competitività, di avviare processi innovativi e di crescita in modo congiunto, di condividere e allo stesso tempo tutelare il know-how, di scambiare informazioni e altre risorse per adattarsi alle sfide dei nuovi mercati. Fare rete significa allearsi intorno a progetti di impresa, condividendo strutture, processi, conoscenze e decisioni, senza rinunciare all’autonomia della propria impresa”.
Le reti in Italia, fa sapere l’ufficio Studi della Camera di Commercio, sono 836 e coinvolgono 4.343 le imprese coinvolte. Tra le regioni, per numero di aziende, dopo la Lombardia, seguono Emilia Romagna (619, 14,3%), Toscana (562, 12,9%) e Veneto (386, 8,9%).
Tra le società di capitale che hanno attivato contratti di rete, circa 60 imprese hanno un giro d’affari che supera 50 milioni di euro, circa 190 si collocano nel range tra 10 e 50 milioni di euro, 170 tra 5 e 10 milioni di euro, 440 tra 1 e 5 milioni di euro e 456 fino a 1 milione di euro.
Le Reti d’impresa costituiscono, dunque, una modalità innovativa nell’affrontare il mercato per aumentare la forza delle imprese, senza doversi necessariamente unire in una fusione o ricadere sotto il controllo di un unico soggetto.
E diversi saranno i progetti che verranno finanziati da un apposito bando della Camera di Commercio: dallo sviluppo e miglioramento delle funzioni condivise dall’aggregazione finalizzate all’aumento dell’efficienza e della produttività, alle attività di servizio comuni per l’innovazione di un prodotto o processi delle imprese.
Ma anche la valorizzazione dei sistemi di gestione della qualità, lo sviluppo di prodotti e servizi che consentano l’ampliamento del mercato e dei canali distributivi, la creazione di un marchio di rete e nondimeno il consolidamento dei brand già esistenti.
Infine, azioni comuni finalizzate al rafforzamento e consolidamento delle reti distributive e della presenza su mercati internazionali.
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