Sport
18 Giugno 2013
La trattativa per il passaggio di consegne societario va a rilento e Candela si fa attendere in città da oltre un mese

Spal, ancora dubbi sul futuro

di Federico Pansini | 5 min

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SpalNon devono essere facili da digerire gli ultimi due mesi per un qualsiasi tifoso spallino. Facciamo qualche esempio concreto: il Sassuolo che conquista la serie A, il Carpi la cadetteria così come il Latina, il Venezia che nel giro di due anni passa dalla serie D alla Prima Divisione. Realtà emiliane, o di piccole emergenti oppure ancora di altre nobili decadute del calcio nazionale che oggi festeggiano giorni di gloria in città colorate dall’entusiasmo del loro tifo.

Il discorso che Ferrara al pari e forse più delle squadre elencate, come piazza, come bacino d’utenza, come potenziale “meriterebbe almeno un campionato di serie B” rischia ormai di diventare datato. Oggi, il calcio estense (inteso come cittadino) è legato in maniera frustrante e purtroppo inesorabile al dilettantismo.

Ad angustiare ulteriormente il pubblico di fede spallina (quello sicuramente da serie A, per l’attaccamento dimostrato sempre a dispetto di risultati e vicende sportive e non deludenti), oltre alle feste di rivali vicine e lontane affrontate nel recente passato, è soprattutto il lento, tortuoso e problematico passaggio di proprietà tra la passata (Benasciutti) e la nuova (Candela) gestione societaria. Una trattativa travagliata ed intricata che ad oggi, 17 giugno 2013, nonostante le dichiarazioni pubbliche, le conferenze stampa con tanto di presenza di Sindaco e Assessore allo Sport e i comunicati inviati agli organi d’informazione, manca di un passaggio fondamentale e determinante: l’ufficialità.

La Spal è ancora nelle mani di Roberto Benasciutti, azionista di maggioranza, con un 10% diviso in parti uguali  tra Roberto Ranzani e il Consorzio “Spal nel cuore”. E se è vero che, almeno da quanto dichiarato pubblicamente ed a più riprese, l’avvento del nuovo proprietario Vincent Candela è questione di dettagli, le settimane trascorrono inesorabilmente senza che vi siano segnali in un senso o nell’altro.

E’ passato un mese dallo scorso 16 maggio: Candela, fianco a fianco di Benasciutti e del nuovo diesse Pontrelli, si era presentato alla città ed alla stampa, con le prime parole da neo Presidente, facendo riferimento ad una programmazione già delineata per presente e futuro, definendo ruoli e strategie operative per la prima squadra e il settore giovanile biancazzurro, ricevendo la benedizione ufficiale di Tiziano Tagliani e Luciano Masieri, Sindaco ed Assessore allo sport dell’Amministrazione Comunale. Nessun accenno, in quella occasione, ai risvolti economici e alla spartizione delle quote tra le parti in causa, ma i sorrisi dello stesso ex calciatore giallorosso e del patron “uscente” Roberto Benasciutti avevano fatto pensare ad accordi solo da finalizzare. Una impressione per altro confermata dalle parole di altri dirigenti nei giorni a seguire, tra cui il direttore generale Lorenzo Cestari. “Questione di dettagli”, il refrain ripetuto a più riprese.

Ed in effetti un accordo, e pure scritto, tra le parti esiste: si tratta di un pre-contratto che consente alla nuova cordata di acquistare la Spal sino al prossimo 30 giugno. Quello che dunque non torna, al momento, sono i tempi, le modalità e i ‘silenzi’ che stanno caratterizzando le ultime settimane.

Candela, dopo la prima apparizione pubblica, non è più tornato a Ferrara saltando così vari appuntamenti con l’attuale proprietà biancazzurra. Per l’ex Nazionale transalpino, nelle scorse settimane, si era pure parlato di un ruolo da vice allenatore (o quanto meno come componente dello staff tecnico) della Roma nel caso in cui la guida della panchina fosse stata affidata all’ex compagno di squadra dei “bleu” Laurent Blanc: una ipotesi questa tramontata dopo che i giallorossi hanno concluso con Rudi Garcia. Forse proprio l’idea accattivante di tornare nell’ambiente romanista ha inevitabilmente tolto attenzione, giorni e tempo a Candela per occuparsi delle vicende spalline. Lo dovrebbe fare, così almeno pare dalle pochissime informazioni che filtrano, in questi giorni, se non ore, con un incontro che sulla carta dovrebbe portare a schiarite definitive: un ‘rendez vous’ chepotrebbe svolgersi alla presenza del commercialista Fabrizio Dominici, già parte in causa determinante nell’iscrizione della Real Spal al campionato Dilettanti nello scorso luglio 2012.

Roberto Benasciutti, attuale patron, vorrebbe avere ancora “voce in capitolo” nell’assetto gestionale della Spal che verrà. Un ruolo che almeno negli accordi iniziali l’imprenditore ferrarese avrebbe ricoperto, mantenendo una parte di quote intorno al 20-25%. L’orientamento della cordata entrante sembra però essere  mutato nell’ultimo mese: Candela ed il suo staff puntano al controllo presso che totale della società (si parla del 90%) ed è una ipotesi che non pare entusiasmare l’attuale proprietario biancazzurro. Va anche sottolineato come lo stesso Benasciutti abbia incontrato palesi difficoltà nella gestione della società negli ultimi sei mesi dello scorso campionato: questo significherebbe che nella malaugurata ipotesi in cui la trattativa con la nuova cordata saltasse, o l’attuale patron riuscirà a reperire dal 30 giugno in poi una (improbabile, al momento) situazione ‘salvagente’ dell’ultimo minuto che consenta alla Spal di disporre di nuove ‘energie’ economiche o l’immediato futuro sarà all’insegna di una realtà difficile anche nella semplice gestione del quotidiano. Così come lo è stata da gennaio a maggio dell’anno corrente.

Nel mentre, vi sono ulteriori aspetti da non trascurare: il diesse Marco Pontrelli continua il lavoro di organizzazione e costruzione della prima squadra (al pari di Giampiero Guarracino che si occupa del settore giovanile). Un compito, questo, reso però difficilissimo e improbo dalla mancanza del ‘nero su bianco’ nella trattativa tra Benasciutti e Candela. I neo dirigenti spallini possono al momento solo accordarsi ‘sulla parola’ con i loro interlocutori, nell’attesa di poter diventare operativi dal punto di vista economico. Il rischio che comporta il ritardo delle operazioni societarie è quello, con il mercato dei calciatori già in fermento, di vedersi sfuggire obiettivi concreti per la costruzione della squadra che il prossimo anno giocherà nuovamente nel campionato di serie D.

Infine va definita la situazione con Ranzani e il Consorzio “Spal nel cuore”, attualmente detentori del 10% delle quote spalline: anche in questo caso servirà un incontro chiarificatore per stabilire se e quali ruoli potranno avere le due parti nella Spal che dovrebbe nascere.

Insomma, le nubi che circondano in maniera preoccupante la galassia biancazzurra non si sono diradate, nonostante i giorni che passano. E rimangono tanti, troppi interrogativi. I tifosi spallini attendono risposte concrete, magari già nei prossimi giorni. Sperando in una estate calcisticamente più serena rispetto a quelle degli ultimi anni.

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