Cronaca
6 Marzo 2010
Pene da 8 mesi a 1 anno. Rinviato a giudizio Casoni

Aldro bis, condannati i poliziotti

di Marco Zavagli | 3 min

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Il pm Proto con gli Aldrovandi dopo la sentenza

Tre condanne e un rinvio a giudizio per il processo Aldrovandi bis. Il gup Monica Bighetti, dopo oltre tre ore di camera di consiglio, ha letto nel chiuso dell’aula C del tribunale di Ferrara il suo verdetto.

Il giudice ha condannato l’ufficiale di polizia giudiziaria Marco Pirani a 8 mesi per omissione di atti d’ufficio, l’ex capoturno della centrale operativa della questura Marcello Bulgarelli a 10 mesi per omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento (prosciolto invece per il reato falsa testimonianza) e l’ex dirigente dell’ufficio volanti Paolo Marino a 1 anno per omissione di atti d’ufficio.

Alle condanne si aggiungono le provvisionali di 10mila euro che tutti e tre dovranno pagare a ognuna delle parti civili (il padre, la madre e il fratello di Federico).

Il gup ha inoltre rinviato a giudizio il quarto imputato, Luca Casoni (difeso dall’avvocato Alberto Bova), l’addetto all’ufficio denunce il 25 settembre 2005 (il giorno della morte di Federico Aldrovandi), l’unico a non scegliere il rito abbreviato, che era accusato di falsa testimonianza, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento.

La prima udienza per lui si terrà il 21 aprile.

Le pene comminate risultano inferiori a quelle chieste dal pm Nicola Proto, che aveva previsto 1 anno e 4 mesi per Marino, 2 anni e mezzo per Bulgarelli e 1 anno e mezzo per Marco Pirani. “Sconti” che non diminuiscono la soddisfazione dei genitori di Federico. Non trattiene le lacrime il papà Lino, che ringrazia procura e tribunale e si scusa se fatica a parlare perché “il mio pensiero va a Federico. Oggi è stato messo a posto un altro tassello della giustizia; quel “basta, aiuto” (le parole di Federico durante una fase della colluttazione, ndr) è stato ascoltato dalla legge”.

“Penso che questo sia un segnale importante per la giustizia – aggiunge la moglie, Patrizia Moretti -, era quello di cui sentivamo veramente il bisogno: che questo senso di impunità generale non debba proseguire”.

Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 30 giorni. In attesa di allora le difese anticipano che ricorreranno in appello. A cominciare da Gianluigi Pieraccini, che si dice “sinceramente sorpreso di questo tipo di esito; sicuramente ricorreremo in secondo grado perché rimaniamo convinti dell’innocenza del nostro assistito”.

Dello stesso avviso Eugenio Gallerani, difensore di Marino, “visto che credevo che il processo avesse dimostrato in modo convincente l’innocenza del mio cliente”. Attenderà di leggere le motivazioni per capire come impostare l’appello anche Dario Bolognesi, avvocato di Bulgarelli. “Dispiace molto questa condanna – commenta il penalista -, perché era stato abbondantemente dimostrato in udienza che la telefonata incriminata (quella del famoso “stacca” con Casoni, ndr) non poteva essere riferita a quella contesta nel processo principale e che quella parola, “stacca”, non è mai stata detta, come provato dall’audizione in aula del nastro”.

Una buona notizia, però, per Bolognesi c’è: l’assoluzione per il reato di false testimonianza: “non poteva renderla – spiega il legale – chi era chiamato come imputato in un procedimento connesso”.

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