Mer 5 Giu 2013 - 193 visite
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Punti fermi per il petrolchimico

Nella riunione della Commissione di venerdì 24 maggio sul petrolchimico,  è emersa una seria preoccupazione per la sostenibilità del sito fondata  sull’idea che se calano le attività di alcune coinsediate si possono mettere in crisi gli equilibri interni faticosamente raggiunti in questi anni . In questo senso nonostante  non ci siano stati messaggi rassicuranti  né da parte del sindaco né da parte del sindacato, è stata comunque ribadita la ferma volontà di andare avanti nella ricerca di nuovi imprenditori , pronti a investire sulle alte potenzialità di cui il sito dispone ,  a salvaguardia dei posti di lavoro e dell’elevato  know -how presente all’interno dell’area industriale.

Non è vero, come qualcuno vuol sostenere, che si parla di queste cose in segrete stanze:  le iniziative del sindacato alla sala Boldini e all’Università erano pubbliche.  Sono inoltre previste nuove iniziative pubbliche e la fabbrica si sta già muovendo in tal senso.

É strano vedere come un consigliere comunale, che per anni ha sprecato energie cercando in ogni modo di far chiudere il petrolchimico ferrarese, ora mostri di preoccuparsi  dei posti di lavoro di quello stesso petrolchimico. E’ strano ed ironico perché viene dopo anni in cui lo stesso consigliere ha rappresentato il petrolchimico come l’essenza stessa del male, schierandosi sempre e comunque contro, anche quando si compiva ogni sforzo per migliorarne la sostenibilità e compatibilità ambientale. Viene  dopo anni  in cui quello stesso politico ha insultato la nostra intelligenza,  la nostra dignità di uomini, di lavoratori, di padri e madri di famiglia, accusandoci di  barattare la salute con il posto di lavoro.

Allora è bene ribadire dei punti fermi:

–  il sito industriale  ha produzioni in equilibrio con l’ambiente;

–  i centri ricerca devono essere tutelati prioritariamente perché sono il nostro futuro;

–  a differenza di Taranto, a Ferrara nessuno ha mai scambiato emissioni fuori regola con posti di lavoro, perché tutte le parti interessate e le istituzioni preposte hanno sempre lavorato coniugando ambiente e salute, reddito dei lavoratori e reddito delle imprese;

–  il petrolchimico ferrarese è l’unico sito in Italia che ha iniziato le bonifiche dei terreni con costi completamente a carico delle aziende insediate, e questo è merito della classe dirigente che ha governato la città in questi anni;

–  le turbogas in Italia marciano a singhiozzo in funzione del prezzo dell’energia: di notte sono tutte spente a parte rare eccezioni mentre la turbogas del nostro petrolchimico deve marciare per dare vapore agli impianti.  Inoltre sono stati fatti investimenti sulla rete interna e le altre infrastrutture che erano rimaste le stesse del 1955; di questo si deve tenere conto quando  si parla di alti costi energetici . In un sistema integrato bisogna valutare tutti i pezzi del mosaico, per discutere su basi credibili: non si sputano sentenze a vanvera e a danno della credibilità del sito;

–          siamo solidali con gli altri siti chimici, ma ne siamo anche in concorrenza; non è obbligatorio fare  a Ferrara quello che si potrebbe fare a Ravenna o a Brindisi, e viceversa; la verità è che una azienda resta ed investe se trova un terreno fertile fatto di condizioni ed opportunità . Questo non vuol dire “non rispetto delle regole o elargizione di regalie e favori alle imprese” , significa infrastrutture e opportunità (cultura industriale, capitale umano e centri di formazione, sinergie con l’università,certezze dei percorsi autorizzativi, ruolo del credito) che tra l’altro attirerebbero le nuove imprese sulla chimica verde e la chimica del riciclo, che possono essere la svolta per ripartire.  Prima di parlare è necessario sapere quello che si dice, soprattutto se si ricopre un ruolo istituzionale;

– per reperire  nuovi investimenti e nuovi soggetti imprenditoriali, sarà bene affidarsi a chi ha difeso il sito permettendone uno sviluppo sostenibile anche in tempi di fortissima recessione, non certo a qualche grillo parlante in cerca di nuovi consensi in questo inizio di campagna elettorale per le amministrative;

–  è benvenuto il contributo di tutti, ma l’ultimo arrivato è bene che si metta in fondo alla fila e prima cerchi  di capire la realtà che si trova dietro a quelle mura di cinta, altrimenti può fare danni irreparabili.

Antonio Tafuro, consigliere comunale Pd

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