Dom 26 Mag 2013 - 968 visite
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La dittatura digitale di Grillo e Casaleggio

Titolo:          il lato oscuro delle stelle

la dittatura digitale di Grillo e Casaleggio. Testimonianze, documenti e retroscena inediti

Autore:        federico mello

Editore:       imprimatur editore

È un saggio recente, vi si parla anche di Ferrara, della sconcertante scomunica di Tavolazzi e della successiva defenestrazione del gruppo M5S di Cento colpevole di aver osato chiedere il perché.

La lettura risulterà desolante per chi ama vedere nelle suggestive argomentazioni moralizzatrici il frutto di intendimenti onesti. Oppure, al contrario, offrirà agli scettici un’ulteriore conferma che l’oro è merce rara pertanto, non essendo tutto oro ciò che luccica, quasi sempre il luccichio sta sulla paccottiglia. Perché la lettura svela nei dettagli l’astuzia di un clan di affaristi proprietari di un media, il blog di Grillo in cui nessuno può controllare e metter becco, ammantato di inverosimile valenza escatologica, con amenità messianiche tipo la “Rete quale intelligenza collettiva capace di prendere decisioni”, “Tu sei Rete”, ecc. Il blog si palesa un meccanismo di comunicazioni in cui la contraddittorietà fra il dire (i solenni enunciati) e il fare (imposto dal gestore) è la regola. Per non dire dell’assoluta mancanza di democrazia, similmente alle reti controllate dagli stati di polizia.

Chiaramente, per funzionare il giochino deve restare confinato entro la Rete! Da qui l’ossessione demonizzante verso le riunioni degli attivisti, dato che negli incontri reali non si riesce a far sparire i commenti imbarazzanti, vere idee e controtendenze, non intervengono in automatico i troll e fake e gli influencer sarebbero zittiti dopo pochi fonemi.

Per lettura si intende ovviamente solo quella dei normolettori. I non-lettori sono fuori discussione: chi accetta di ingaglioffirsi aderendo a scurrilità e, quando va bene, ad ossimori d’avanspettacolo quali il non-statuto grillino, soffrirebbe di vertigini vedendo gli abissi alla finestra spalancata da questo libro. In altri termini, il buon Mello resta privo in partenza di migliaia di lettori, fra cui tutti i fruitori del blog di Grillo convinti di sperimentare la democrazia diretta. Quei mancati lettori perdono però la sagace precisazione di pagina 224: «..quando Grillo parla di “democrazia diretta” utilizza l’accezione che ne hanno lui e Casaleggio: “diretta” non è un aggettivo riferito al sostantivo, ma un participio del verbo “dirigere”, ovvero “diretta” da loro due».

Non è solo il Mello ad aver appurato che il movimento del simpatico Grillo e dell’antipatico socio Casaleggio è finalizzato al business. Tutto il mondo della stampa ne è ben informato, quindi gli scaffali delle librerie cominciano a far posto ai contraltari degli auto incensanti e auto promozionali volumi su Grillo pubblicati da Casaleggio (Chiare Lettere Editore). Sull’argomento, in città si trovano almeno queste altre pubblicazioni:

“Politica a 5 stelle. Idee, storia e strategie del movimento di Grillo” di Roberto Biorcio e Paolo Natale – Feltrinelli;

“Il Partito di Grillo”, Piergiorgio Corbetta ed Elisabetta Gaulmini – Il Mulino;

“L’armata di Grillo. Radiografia del moVimento Cinque Stelle” – Matteo Pucciarelli – Alegre Edizioni;

“Beppe Grillo Parlante. Luci e ombre sotto le 5 stelle” – Francesco Oggiano – Cairo Editore

E siamo appena agli inizi. Finora si illustra la genesi di una novità, ma si sa che quando pregi e difetti sono messi a fuoco il passo successivo è dato dalle contromosse e dalle fluttuazioni del mondo reale (in cui i blog contano poco). Non per niente se Grillo non va in una piazza il M5S in quella piazza farà convergere al massimo qualche capannello, e poiché il comico può esibirsi solo in una piazza alla volta (quando la buona salute lo sostiene: se si ammala non può mandare il funebre Casaleggio a deprimere la gente), finché non riuscirà a farsi clonare può accantonare l’ambizione di sostenere la parte dello tsunami. Non mancheranno le sorprese, probabilmente divertenti!

Paolo Giardini

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