“Un unico coordinamento per l’intero fiume”. È scattata l’operazione “Sos Po-Lambro” di Legambiente nazionale. Un camper dell’associazione ecologista sta risalendo a ritroso il percorso dell’onda nera di idrocarburi, per verificare le criticità del dopo emergenza e proporre un unico coordinamento per l’intero fiume. “L’unico modo – sostiene Legambiente – per affrontare le crisi più gravi”.
Un viaggio di circa 400 chilometri a bordo di un camper dal Delta del Po fino a Monza, nei pressi del sito industriale della Lombarda Petroli, luogo dello sversamento che ha provocato il disastro dello scorso 23 febbraio.
In dieci giorni i tecnici di Legambiente, rispondendo all’allarme lanciato dai territori colpiti, incontreranno i diversi attori che operano sui due fiumi per scattare una fotografia della situazione in tempo reale, per verificare direttamente lo stato degli ecosistemi e delle rive, per raccogliere le testimonianze dirette di chi vive su questi fiumi. Una cronaca quotidiana con reportage fotografico e audiovisivo, realizzata parlando con associazioni e semplici cittadini, con testimoni oculari del disastro e con quanti lavorano lungo il corso del Po, gli allevatori di cozze e molluschi, gli agricoltori, i pescatori, ma anche le istituzioni locali, il Parco regionale del Delta del Po, l’Autorità del bacino e gli enti preposti ai controlli.
Il viaggio, che coinvolgerà tutti i circoli locali di Legambiente e i tre comitati regionali di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, farà il punto della situazione dopo lo sversamento di prodotti petroliferi e il conseguente stop al depuratore di Monza. Sarà anche l’occasione per rilanciare l’adesione all’appello “Abbracciamo il Lambro” e chiedere una forte assunzione di responsabilità e impegni concreti al Governo e agli enti locali per il risanamento dei fiumi coinvolti.

Marzia Marchi
La prima tappa è stata martedì a Goro e Porto Tolle, tra i pescatori e ieri a Rovigo e Ferrara, per incontrare tecnici, amministratori e le popolazioni che conoscono il e vivono sul “Grande Fiume”.
“Il messaggio che vogliamo portare – spiega Giorgio Zampetti, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente – è quello di non spegnere i riflettori su quanto successo nemmeno dopo il termine della fase di attenzione: serve un monitoraggio attento anche nei prossimi mesi per i problemi connessi alle sostanze disperse nell’acqua, soprattutto in riguardo all’economia connessa alla pesca e alla potabilità dell’acqua”.
Legambiente non si accontenta di resoconti rassicuranti e delle promesse pre-elettorali di fondi e interventi per la bonifica e la riqualificazione del bacino, ma vuole verificare di persona e monitorare direttamente lo stato dei fiumi colpiti. L’impegno è di tornare sugli stessi luoghi nei prossimi mesi e vedere se alle promesse avranno fatto seguito i fatti.
Il camper è stato accolto a Pontelagoscuro da Marzia Marchi, presidente del circolo ferrarese, che si dice “preoccupata per un territorio come il nostro che è profondamente agricolo. Il Po, attraverso il canale emiliano-romagnolo, porta acqua in tutta la regione e con essa eventuali depositi bituminosi portati dall’onda nera”.
Ma questo non è il solo problema secondo Marchi: “non abbiamo dati che ci dicano in maniera chiara quali sostanze possono mettere a rischio la potabilità dell’acqua. Sarebbe un dato di trasparenza che la cittadinanza merita”.
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