La notizia è arrivata nella serata di martedì e i lavoratori dell’Igs-Riva l’hanno saputo ieri mattina, mentre stavano organizzando un sit in davanti ai cancelli di Hera, per protesta contro al decisione del’azienda di chiudere il gas della fabbrica di Ruina.
La notizia è di quelle da spezzare le gambe, soprattutto per chi è in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica dal 5 febbraio: la Volkswagen ha deciso di ritirare da Igs – considerata ormai fornitore non più affidabile – gli stampi per la produzione dei 150.000 cerchioni, che rappresentano a tutt’oggi la commessa più importante per la società.
L’opposizione di lavoratori e sindacati ha evitato che i tecnici dell’industria tedesca portasse via materialmente gli stampi, ma è solo questione di tempo.
Intanto i parlamentari ferraresi cercano di far sentire la voce dei lavoratori a Roma. Maria Teresa Bertuzzi è intervenuta a Palazzo Madama. “Chiedo al Governo di attivarsi in tutti i modi per verificare velocemente quale sia la reale situazione – è la richiesta in parlamento della senatrice del Pd -, poiché la situazione rischia di precipitare nelle prossime ore, chiedo di attivare tutti gli strumenti a disposizione per recuperare una proficua ripresa della normalità delle relazioni economiche e sociali di quella unità produttiva, così importante per realtà ferrarese”.
Questa la conclusione dell’intervento in aula. Poi, a margine, il commento: “Una società che produce e ha delle commesse” continua Bertuzzi “deve, con ogni strumento, essere salvaguardata come da mesi stanno facendo le maestranze, le Istituzioni locali, le rappresentanze sociali, in un momento in cui le crisi aziendali purtroppo sono all’ordine del giorno. Avere un’azienda con professionalità e lavoro è una mosca bianca: interrompere il suo ciclo produttivo sarebbe veramente difficile da accettare. Per questo sto mettendo a punto una interrogazione parlamentare che ha lo scopo di che stimolare un ruolo attivo anche del Governo affinché possa favorire la normalità dei rapporti economici e sociali”.
Il deputato Alessandro Bratti, invece, ha interrogato il governo per chiedere “un intervento sollecito al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento o almeno di adottare tutti gli accorgimenti idonei ad assicurare la gradualità e gli impieghi alternativi”.
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