Economia e Lavoro
15 Maggio 2013
Nell'incontro in Regione Tagliani e sindacati propongono un nuovo piano di sviluppo per il petrolchimico, ma l'azienda riapre la mobilità

Basell, ricomincia il conto alla rovescia

di Ruggero Veronese | 4 min

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admin-ajax (15)La buona notizia: un nuovo piano di rilancio del petrolchimico, che potrebbe beneficare delle recenti novità in materia di costi energetici. Quella cattiva è che è ripreso ufficialmente il conto alla rovescia della procedura di mobilità dei lavoratori Basell. È quanto emerge dall’atteso incontro in Regione al quale hanno preso parte la dirigenza dell’azienda, le organizzazioni sindacali (con i rappresentanti nazionali, regionali e locali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil), gli assessori alle attività produttive regionale e provinciale, Gian Carlo Muzzarelli e Carlotta Gaiani, e il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani. Un incontro da cui esce un comunicato congiunto firmato da tutti gli interlocutori presenti alla trattativa, ma che non per questo rappresenta un accordo tra le parti. Al termine della trattativa infatti molti sindacalisti non nascondono il proprio scontento, delusi dal fatto che Basell ha annunciato la riattivazione della procedura di licenziamento.

“Tutte le parti presenti – si legge nel documento unificato – hanno ribadito la strategicità del Centro Ricerche “Giulio Natta” di Ferrara; in particolare l’azienda ha espresso la volontà di continuare a investire su progetti che forniscono prodotti ad alto valore aggiunto, come i catalizzatori Ziegler-Natta per poliolefine, lo sviluppo di tecnologie di processo di cui vende le licenze e di materiali avanzati a base di polipropilene, Catalloy e polibutene e relative applicazioni”. Una premessa in comune che non cambia però le conclusioni dell’azienda, ovvero che il centro ricerche Natta si deve liberare di alcune attività “a basso valore aggiunto” e di conseguenza effettuare un notevole taglio occupazionale. È da questa impasse che nasce l’idea di un nuovo tavolo per il rilancio del petrolchimico, che possa creare occupazione senza coinvolgere necessariamente Basell e di conseguenza reintegrare i dipendenti in nuovi posti di lavoro nello stabilimento, puntando anche alle nuove branchie “green” dell’industria chimica.

“Il sindacato – conferma Tagliani – ha chiesto l’attivazione di un tavolo specifico per il rilancio petrolchimico. Quindi la trattativa si sposta su due piani collegati tra loro: quello occupazionale, con la trattativa sulla procedura di mobilità di Basell, e l’ipotesi di una implementazione del petrolchimico, che potrebbe creare nuove soluzioni per i lavoratori. Sappiamo che è un momento molto difficile per investire, ma le attività che abbiamo intrapreso e la costituzione del nuovo tavolo possono creare nuove possibilità”. Un discorso legato anche al tema dei costi energetici, che potrebbe aver trovato un svolta dopo il recente incontro del sindaco con l’authorithy per l’energia elettrica (vai all’articolo). “Quello che si è fatto ieri a Milano può aiutare lo sviluppo di nuove attività. Come amministrazione possiamo cercare di agevolare il più possibile le condizioni, ma c’è bisogno anche dell’impegno delle aziende, e abbiamo chiesto a Regione e Confindustria di aiutarci a coinvolgere le società del settore”. Per applicare in tempi brevi la legge 09/99 (art.33) è infatti necessario l’impegno diretto anche delle imprese, in modo da non dover passare per una delibera regionale.

admin-ajax (17)Il problema è che i due tavoli di trattative potrebbero rischiare di ostacolarsi l’uno con l’altro: per programmare un solido rilancio del petrolchimico sono necessari tempi lunghi, ma la ripresa della procedura di mobilità fissa un termine molto stretto prima del licenziamento collettivo, attorno ai due mesi. E le possibilità che in quel lasso di tempo sia pronto il piano di riqualificazione sono molto basse. Ne è convinto anche Stefano Mantovani, segretario provinciale di Femca-Cisl, il cui giudizio sull’incontro “non può essere positivo: uno degli obiettivi era quello di ottenere più tempo, in modo da favorire anche il progetto complessivo del petrolchimico, ma Basell ha dichiarato che non ha intenzione di investire nel settore della biochimica, e ha deciso di riaprire la procedura di mobilità. Ma per il sindacato le uniche alternative accettabili sono quelle in grado di portare a zero l’impatto sociale, evitando ogni licenziamento che renda impossibile il ricollocamento o l’agganciamento della pensione per i lavoratori”. Le poche parole di apprezzamento da parte dei sindacati sono invece rivolte al sindaco Tagliani, “che ha colto subito le nostre necessità e si è fatto carico di questo problema nel nostro territorio, facendo da procacciatore di nuove aziende per il petrolchimico. Bisogna riconoscere che ci sta mettendo anima e cuore”.

Nel frattempo anche la Filctem-Cgil critica duramente il comportamento dell’azienda, scrivendo in un comunicato diffuso dopo l’incontro di “una scelta immotivata e inaccettabile, legata ad un piano di ridimensionamento dell’attività di ricerca nello stabilimento di Ferrara che non trova alcuna giustificazione produttiva e industriale, visto anche il buon andamento economico e finanziario del gruppo. Tale scelta appare tanto più incongruente di fronte all’impegno assunto, sempre nel corso dell’incontro di oggi, dalla Regione e dal Comune di Ferrara di riconvocare a breve le parti, compresi potenziali nuovi investitori, per valutare le condizioni e i costi in base ai quali dare corpo a nuovi progetti di insediamento, in particolare nel campo della ricerca legata alla chimica verde”.

Il prossimo incontro tra sindacati, azienda ed enti sarà convocato dall’assessore Muzzarelli entro il mese di giugno.

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