13 Maggio 2013
L'assessore cauto riguardo all'ipotesi di Malborghetto: "Non c'è ancora il progetto". Brandani: "Credo alla sua buona fede"

Geotermia, Zadro: “Sono fonti rinnovabili, non inquinamento”

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (27)Cinque minuti per risollevare tutti i dubbi legati al progetto geotermia: sono i tempi del “question time” del consiglio comunale, che ha visto i consiglieri comunali Liliano Cavallari (del gruppo “Io amo Ferrara”) ed Enrico Brandani (Futuro e Libertà) interrogare l’assessore Rossella Zadro sui futuri piani di Hera per il teleriscaldamento urbano. Dubbi che sfociano in due domande fondamentali, su cui si è concentrato ormai da settimane anche il comitato di Malborghetto (vai all’articolo). Una di ordine tecnico: che temperatura raggiunge l’acqua nel sottosuolo del parco urbano? L’altra di tipo più “burocratico”: a che punto è l’iter di Hera nel progetto? Due discorsi, secondo il consigliere di “Io amo Ferrara”, legati a doppio filo, soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni del dirigente di Hera, Maurizio Chiarini.

“Visto che il dirigente di Hera – è il quesito di Cavallari alla Zadro – recentemente ha voluto rassicurare sul fatto che non verranno utilizzati fonti combustibili per il teleriscaldamento, ma solo geotermiche, vorrei sapere come realizzeranno questo progetto, non sapendo ancora a che temperatura uscirà l’acqua dal sottosuolo”. Un discorso che l’assessore all’ambiente vuole fin da subito fissare ad alcuni punti fermi: “faccio un passo indietro – puntualizza la Zadro -: questo polo per energie rinnovabili non ha ancora alcun genere di autorizzazione avviata, mentre su Pontegradella c’era già una procedura di screening, che era andata avanti e forse Hera sarebbe anche riuscita ad avere l’autorizzazione per scavare”.

La caratterizzazione mediante lo “screening” è un passaggio necessario per valutare la fattibilità di una centrale geotermica, ma secondo l’assessore ci sono già alcuni elementi che suggerirebbero Malborghetto come zona adatta: “Oggi siamo alla fase di caratterizzazione, per capire la quantità, la qualità e la temperatura dell’acqua. Dagli studi condotti da Agip e università ci si aspetta però che sia equivalente a quella di Casaglia (dove è ubicata la prima centrale geotermica, ndr), che esce dal suolo a 103 gradi. Per sapere la temperatura esatta è però necessario avviare la procedura di screening. Questo è il tema vero, ed è il motivo per il quale la Regione non ha voluto passare la Valutazione di Impatto Ambientale (Via), ma procedere con la caratterizzazione come prevede la norma. Perchè nel caso temperatura non fosse tale da permettere l’estrazione dell’acqua, l’autorizzazione non andrebbe avanti”. Un modo per confermare che un interesse di Hera sull’area effettivamente esiste, anche se il progetto – a livello di pratiche e permessi – in realtà non è ancora nato.

Il consigliere Brandani puntualizza invece l’impatto ambientale dell’opera, soprattutto alla luce del contesto in cui si trova. Quel parco urbano la cui nascita aveva determinato proprio la chiusura del vecchio inceneritore, dalle cui ceneri potrebbe nascere la nuova centrale. L’assessore rifiuta però ogni collegamento tra geotermia ed emissioni, sostenendo che “parlando di fonti rinnovabili non si parla di inquinamento. Si tratta di pompare in superficie dell’acqua calda dopo aver effettuato anche una bonifica della zona. Non si può parlare di un impatto ambientale tale da compromettere il polmone verde o la salute dei residenti e il progetto, quando e se ci sarà, sarà sottoposto al Via. E in quelle sedi, sulla scorta di quello che sarà l’articolato del progetto, dovranno esprimersi Comune, Regione e Provincia”.

La salute in primis, quindi, almeno stando a quanto dichiara oggi l’assessore, che pure puntualizza che allo stato attuale certe discussioni sono ancora precoci: “è un po’ difficile dire con precisione come affronteremo la situazione – conclude la Zadro -, ma certamente la salute dei cittadini non sarà mai messa in discussione”. Una risposta che sembra convincere Brandani solo a metà: “Credo alla sua buona fede e rimango a quello che lei mi sta dicendo: la salute dei cittadini in cima alle priorità e nessun progetto attualmente in cantiere”. Nero su bianco.

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