Lun 13 Mag 2013 - 243 visite
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Sapelli: “Basta con l’austerità dettata dalla Germania”

Incontro pubblico con l’economista e professore che sostiene il governo Letta

di Marcello Celeghini

sapelli“Oltre l’austerità. Conoscere l’economia è la vera democrazia” . Questo è il titolo dell’incontro pubblico, organizzato dalla Comunità Emmaus, con Giulio Sapelli, economista e professore ordinario di Storia Economica presso l’Università di Milano, che si è tenuto in una affollatissima Sala Estense dove sono intervenuti anche il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e l’assessore al bilancio del Comune Luigi Marattin per confrontarsi e parlare di materia economica.

Sapelli, che affianca all’attività di docenza anche l’attività di editorialista prima presso Il Corriere della Sera e, attualmente, presso  Il Messaggero, ha cercato di dare la sua visione di addetto ai lavori sugli scenari socio-economici attuali e alle possibili vie da seguire per uscire dal declino economico di questi ultimi anni. “Un tempo l’economia- afferma Sapelli – era una scienza sociale poi si distaccò come disciplina a sé stante ma non per questo smise di occuparsi delle cose del mondo non pertinenti al suo campo d’azione. L’economia e gli economisti odierni  io amo definirli “neoclassici” poiché vorrebbero spiegare e descrivere tutto con i rigidi schemi dell’economia, è un errore”.

“Attualmente- continua l’economista- vi sono due crisi in corso. Una è la crisi finanziaria dovuta da un eccesso di rischio, e cioè le banche si sono trasformate in una sorta di “supermercati” di prodotti finanziari usando però i denari dei depositanti. L’altra crisi è quella legata alla speculazione borsistica che sposta capitali consistenti in modo incontrollato e incontrollabile. Il problema di questa crisi, e il motivo per cui si fatica a venirne fuori, è che non si riesce a creare occupazione. Bisogna smetterla con le politiche troppo austere per far tornare i conti, cosa se ne fa un paese ad avere un debito pubblico basso se ha tassi di disoccupazione giovanile alle stelle?!  È necessario affrancarsi dalla politica economica tedesca. Bisogna uscire dall’inverno montiano e attuare misure che diano respiro all’economia reale. In questo senso, il governo Letta- sostiene Giulio Sapelli- ha preso la strada giusta e bisogna augurarsi che duri il più possibile poiché ha intrapreso un’azione di scongelamento sostenuta dagli Stati Uniti che non vogliono un Europa tedesca”.

“Chiunque faccia il sindaco in questo paese- interviene Tiziano Tagliani- che sia un Tosi, un Pisapia o un Delrio, credo che si trovi davanti un grosso problema di credibilità, ovvero di credibilità nel rappresentare gli interessi collettivi, poiché è difficile capire quali siano gli interessi collettivi. Ancor più difficile è governare l’economia in un contesto come questo per un amministratore. Quando ho iniziato a fare il sindaco, circa quattro anni fa,  il Comune di Ferrara aveva un debito di 167 milioni di euro, un debito molto significativo per una città come Ferrara. La nostra azione è stata da subito finalizzata ad abbattere quel debito così alto”.

“A differenza di come la pensa il professor Sapelli- afferma Luigi Marattin- ho molti più dubbi che il debito pubblico non sia un problema. Quest’anno in Italia si pagheranno 85 miliardi di interessi passivi sul nostro debito. Se solo si potesse ridurre del 10% il debito vendendo il cospicuo patrimonio immobiliare statale, come già abbiamo fatto noi qui a Ferrara, si avrebbe il doppio da reinvestire in settori che oggi sono in crisi”.

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