Economia e Lavoro
1 Maggio 2013
Il rendiconto del 2012 passa quasi all'unanimità, ma non mancano le critiche di chi vuole una banca più vicina al territorio

Carife, bilancio e critiche

di Ruggero Veronese | 4 min

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_DSC3279È stato approvato con 359 voti favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari il bilancio della Cassa di Risparmio di Ferrara, dopo una lunga assemblea che ha tenuto occupate le sale della Fiera dalle 3 del pomeriggio fino a sera inoltrata. Malgrado la quasi unanimità della votazione il dibattito è stato acceso e non sono mancate le critiche al gruppo dirigente, in particolare per quanto riguarda compensi e gestione. Nella relazione introduttiva il presidente Sergio Lenzi e il direttore Daniele Fiorin hanno ripercorso i concetti illustrati alla stampa il 6 aprile scorso, mostrando come la crescita dell’attività bancaria legata a conti correnti, al risparmio e al margine di mediazione non sia riuscita a mantenere a galla il bilancio, in rosso di 104,4 milioni di euro. La causa principale è da individuare secondo i dirigenti ai nuovi criteri “estremamente prudenziali” di coverage imposti a fine 2012 da Bankitalia, alzati fino al 49%, che obbligano l’istituto a massicci accantonamenti di capitale per coprire i rischi di insolvenza.

Una politica di rigore assai pesante per le banche – e di conseguenza per cittadini e imprese, che vedono ridursi le possibilità di accesso al credito -, dal momento che, secondo Fiorin, il bilancio 2012 avrebbe fatto registrare un utile senza questo sacrificio. A questo si aggiunge il peso di vari titoli ad alto rischio acquisiti prima del 2009, con Lenzi a dichiarare che “per il futuro bisognerà puntare su meno crediti di scarsa qualità: meno tripla C e più tripla A”. Un impegno che si accompagna a quello di trovare nuovi investitori nel gruppo, anche se il presidente non parla di cessione: “Non scandalizziamoci, ma dobbiamo ricercare un partner industriale”.

Le reazioni dei soci, che per il quarto anno consecutivo vedono il valore delle proprio capitale azionario calare, sono state diverse: da un lato chi sostiene l’operato del gruppo dirigente, dall’altro chi denuncia un allontanamento della banca dal territorio e dalla sua “missione” di supporto alla popolazione. Come l’avvocato Giuseppe Toscano, che pur riconoscendo l’effetto prodotto da Bankitalia (“che sta portando a conseguenze disastrose, con accantonamenti che stanno distruggendo il patrimonio delle banche”), non manda giù il boccone. “In quattro anni sono stati persi oltre 240 milioni, si è perso quasi la metà del capitale di Carife. È davvero un bilancio negativo quello della vostra gestione, ma nonostante tutto ne proponete la riconferma. Nessuno di noi può più dire che questa è la banca del territorio”.

Ma l’intervento più applaudito è quello dell’imprenditore edile Mario Grossi, di San Felice sul Panaro. Un socio Carife che si sente tradito (“mi voltano le spalle, umiliandomi in una maniera assurda”) dall’istituto e che per poter pagare i propri fornitori ha dovuto chiudere la propria attività, “perché non volevo che qualcuno mi dicesse che sono un ladro, o un disonesto”. L’imprenditore tira in ballo l’intero gruppo dirigente, a pochi metri di distanza, e chiede più aiuto per l’economia reale, “perché io posso ancora dare al sistema, voglio bene a questo paese, e ho sempre cercato di lavorare per dare quello che potevo”.

Parole di apprezzamento per il lavoro del cda vengono invece da Fondazione Carife (Valerio Puglioli), Liberi azionisti (Daniele Malucelli) e Amici Carife (Marco Cappellari). Quest’ultimo chiede però alla banca “una maggiore partecipazione dei piccoli azionisti nelle decisioni del gruppo”, e chiede rassicurazioni sul futuro: “Chi ha investito i propri risparmi in azioni Carife ha visto il suo patrimonio diminuire. È giusto ciò che ha detto il direttore, e sappiamo delle azioni dissennate prima del 2009, ma quanto ci vorrà prima di un bilancio in attivo? Aspiriamo ai dividendi, e vogliamo che Carife cresca insieme a Ferrara. Dateci una prospettiva”.

Dopo il voto per l’approvazioni del bilancio è stato nominato il nuovo cda, con la riconferma di Sergio Lenzi, Ennio Manuzzi, Antonio Bondesani, Riccardo Fava, Paolo Govoni, Massimo Marchetti, Simonetta Talmelli e Giuseppe Vancini, e l’elezione di tre nuovi componenti: Decio Morgese (avvocato specializzato in diritto finanziario), Alessandro Triscornia (avvocato nel campo del diritto societario) e Davide Urban (direttore di Ascom Confcommercio Ferrara). La riconferma è arrivata anche per il colleggio sindacale, composto da Stefano Leardini (presidente), Marco Massellani (sindaco effettivo) e Andrea Malfaccini (sindaco effettivo), Carla Chiesa (sindaco supplente) e Susanna Giuriatti (sindaco supplente), oltre che per il presidente e il vice presidente del gruppo Carife, Sergio Lenzi e Ennio Manuzzi.

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