“Spesso non conosciamo la storia della nostra famiglia oltre i nostri nonni, mentre gli ebrei conservano la memoria di tutta tutta la propria famiglia. Ma perchè è così importante?”. È questa la domanda chiave rivolta da Gaetano Sateriale, ex sindaco di Ferrara e attuale dirigente alla Cgil, alla scrittrice e giornalista Rai Vera Paggi, ospite della Festa del Libro Ebraico per presentare il suo libro “Vicolo degli Azzimi. Dal ghetto di Pitigliano al miracolo economico”. Un testo in cui la giornalista ha ricostruito la storia della propria famiglia, perseguitata ai tempi delle leggi razziali in Italia e riuscita a scampare ai campi di prigionia grazie a una serie di provvidenziali circostanze.
Ma oltre alla rocambolesca storia dei Paggi è proprio il concetto di memoria nella tradizione ebraica quello su cui si sviluppa il dibattito tra Sateriale e l’autrice, con l’ex sindaco che nell’introdurre l’argomento spiega che “quando nei comandamenti viene detto di onorare il padre e la madre, la tradizione ebraica lo interpreta riferendosi a tutti i nostri progenitori, e credo sia un peccato che ciò non accada anche tra i cristiani, che spesso perdono la storia della propria famiglia”. Una questione che secondo la Paggi va ben al di là del semplice “omaggio” ai propri cari, e che è invece vitale per costruire la propria individualità. “La matrilinearità è sempre stata uno dei componenti che crea la nostra identità: sei ebreo se vieni da madre ebrea, e questo ci ha sempre condotto a una necessità di sapere da dove veniamo. Ma questa identità non deve far parte solo del popolo ebraico: chi siamo se non sappiamo da dove veniamo? Ci basta pensare alle condizioni dell’Unione Europea in questo momento, che non riesce a trovare la soluzione per imboccare quel percorso che si era prefissata. Ma una storia ce l’abbiamo tutti, e non bisogna essere eroi o scampati ai campi di concentramento per averne una. E bisognerebbe spingere tutti a questo ragionamento”.
E anche nella storia della propria famiglia la Paggi sottolinea soprattutto gli aspetti di “normalità”, oltre a quelli più straordinari e alle azioni individuali. Come nella storia dello “zio Bruno”, arrivato fino all’ex Jugoslavia con la brigata dei partigiani ebrei mentre in Italia la famiglia aspettava sue notizie prima di scappare dal destino che, con la promulgazione delle leggi razziali, attendeva tutta la comunità ebraica italiana, a prescindere dalla classe sociale. E la storia narrata dalla giornalista, oltre alle peripezie dello zio partigiano che purtroppo, colpito dal tifo, morirà prima di tornare in patria, si soffermano per lunghe pagine sulla vita di chi lo aspettava, tra le difficoltà quotidiane e le successive difficoltà in Svizzera, dove si rifugiarono la fuga. “Ma perchè – chiede Sateriale – così tanti ebrei attesero così tanto prima di fuggire dopo le leggi razziali, finendo per essere catturati e deportati?”. La Poggi riporta le parole della nonna: “Solo quando sono state promulagate quelle leggi ci rendemmo davvero conto di essere ebrei. In Italia nessuno immaginava che potesse accadere una cosa del genere”. Una trappola in cui sono cadute migliaia di famiglie di cui spesso, purtroppo, nessuno ha potuto raccogliere la storia.
L’incontro con Sateriale, al termine della conferenza, è anche un’occasione per chiedere all’ex primo cittadino le proprie impressioni politiche sul nuovo governo appena formato a Roma, che con Franceschini vede un ferrarese tornare, dopo il breve incarico di Nino Cristofori nel 1992, alla guida di un ministero. Sateriale mostra un cauto ottimismo, evidenziando anche la presenza di due “colleghi” sindaci nella squadra: “Per me è importante che Dario abbia questo ruolo in un governo che è stato atteso a lungo e in cui abbiamo tutti grosse aspettative. Il paese ha bisogno di una guida, e diciamo che questo mi sembra un governo presentabile. Il ruolo di Franceschini (ministro ai rappoti col parlamento, ndr) è essenzialmente politico, ma è vista la situazione attuale è molto delicato. Poi sono molto soddisfatto che siano stati scelti anche due sindaci, che possono portare un po’ di quella concreteza che in questi anni è sempre mancata a Roma. Naturalmente però è una situazione molto comlicata, in cui c’è bisogno di una svolta soprattutto nelle politiche economiche”. E riguardo alla massiccia presenza di esponenti Pdl in alcuni ruoli chiave? Sateriale cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: “Il Pdl? Non sono in grado di dare giudizi su questo. Ma spero che gli accordi fatti siano stati decisi in base ai contenuti”.
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