
Il pubblico ministero Nicola Proto
Sono convinti di poter dimostrare l’innocenza dei propri assistiti e aspettano con fiducia la data del 22 gennaio. Quando Paolo Marino, Luca Casoni, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani – per i quali il pm Nicola Proto ha chiesto il rinvio a giudizio per le accuse a vario titolo di omissione, falsa testimonianza e favoreggiamento – dovranno comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare.
La posizione più lieve sembra quella di Pirani, l’ufficiale di polizia giudiziaria chiamato in causa per non aver trasmesso alla procura la copia del registro delle chiamate tra polizia e carabinieri. “Il mio cliente si professa innocente – afferma il suo legale, l’avvocato Gianluigi Pieraccini – e spera di poterlo dimostrare nel processo”. Entrando invece nel merito del capo d’imputazione (omissione di atti d’ufficio), Pieraccini rileva “un’anomalia”: “tutti gli altri indagati finiti nel registro della procura per colpa di quel brogliaccio non trasmesso, alla fine hanno visto archiviare l’accusa nei loro confronti. Non vedo perché debba rimanere in piedi invece la posizione di Pirani”.
Non trova invece nemmeno un fondamento nell’accusa di omissione di atti d’ufficio Eugenio Gallerani, difensore di Paolo Marino. “Basta un attento esame della relazione della Guerra (la pm – di turno la notte del 25 settembre 2005 quando morì Federico Aldrovandi – riferì al Csm a proposito del suo mancato arrivo in via Ippodromo, ndr) – sostiene l’avvocato – per capire che quel documento non è assolutamente in contraddittorietà con quanto affermato da Marino in udienza”.
L’avvocato Dario Bolognesi, difensore di Marcello Bulgarelli (sentito dalla “Nuova Ferrara”) si limita a dire invece che “cominceremo ad esporre con forza e dovizia di argomenti le nostre deduzioni difensive fin da questa fase dell’udienza preliminare, che è importante per chiarire la vicenda che riguarda il mio cliente”.