Scritta omofoba nel centro storico di Ferrara, Arcigay denuncia
Scritta omofoba su un muro del centro storico. La parola “frocio” ha colpito direttamente una persona identificabile, spingendo Arcigay Ferrara a intervenire
Scritta omofoba su un muro del centro storico. La parola “frocio” ha colpito direttamente una persona identificabile, spingendo Arcigay Ferrara a intervenire
Boccaleone si prepara a rendere omaggio a Denis Bergamini, ex calciatore del Cosenza Calcio, con una giornata commemorativa aperta a tutta la cittadinanza
Non si fa attendere la risposta di Paolo Calvano, consigliere regionale del Pd, ad Alana Fabbri, sindaco di Ferrara che in un intervista ha definito "banali le accuse" mossegli dal dem
La curva dell’influenza stagionale sta salendo anche quest’anno verso il picco, atteso tra circa due settimane. Secondo i dati più recenti della rete di monitoraggio Influnet, in provincia di Ferrara si stimano già oltre seimila nuove infezioni respiratorie acute
Un incidente stradale si è verificato intorno alle 19 a Sant’Agostino, nella zona del Bosco della Panfilia, dove un’auto è uscita di strada, pare autonomamente, e si è ribaltata sull’argine, rischiando di precipitare nel vicino Cavo Napoleonico
“I termini previsti dalla procedura di mobilità sono sospesi fino a quando non si troverà un accordo sul piano industriale di LyondellBasell”. Esce uno “spiraglio di luce”, come lo definisce il segretario provinciale di Femca Stefano Mantovani, dopo l’incontro in Regione che ha visto le organizzazioni sindacali confrontarsi con la multinazionale americana, con la mediazione dei rappresentanti della Provincia, dell’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e del sindaco Tiziano Tagliani. Un incontro in cui sostanzialmente i vari enti coinvolti hanno cercato prima di tutto di definire una “road map” della trattativa, ossia di stabilire di comune accordo quali saranno i tempi e le modalità del confronto sindacale.
Su questo fronte un primo risultato lo portano a casa i sindacati, con la verbalizzazione di un accordo che vincola il confronto alle sedi istituzionali (quindi con la costante mediazione di Regione e Comune) e che subordina le trattative sugli esuberi alla definizione dei progetti futuri di Basell. “Ora ci sarà un ragionamento comune – spiega Mantovani – tra enti territoriali e sindacati per proporre all’azienda un buon piano industriale, e solo successivamente saranno attivati gli incontri con l’azienda previsti dalla legge 223/91 per definire gli esuberi. Ma la nostra intenzione è quella di recuperare i posti di lavoro grazie a un solido piano da sottoporre alla società”.
Tuttavia, nonostante il primo risultato ottenuto, la strada sembra ancora in salita. “È stato un incontro molto teso – continua il segretario Filcem -, in cui la Regione ha giocato un buon ruolo di mediatore, ma abbiamo trovato un’azienda molto rigida, che ha tentato fino all’ultimo di scaricare su di noi ogni responsabilità. I sindacati hanno contestato il ragionamento dei tagli, che essendo rivolti alla ricerca fanno male all’impresa stessa, che rischia di perdere competitività rispetto ai concorrenti. L’amministrazione pubblica non ha ancora fornito elementi chiari, ma sappiamo che sta lavorando per verificare se ci sono condizioni che possono agevolare lo sviluppo nell’area petrolchimica: dal costo dell’energia elettrica a possibili applicazioni nella biochimica. Tutte questioni che possono essere sviluppate, anche se non si è ancora scesi nel dettaglio”.
E che l’atmosfera all’interno del palazzo della Regione fosse tutt’altro che tranquilla lo conferma in serata la portavoce del sindaco Tagliani, che parla di “un clima molto teso” e di “una trattativa che non stava andando bene”. L’assessore Muzzarelli convocherà ora le varie parti entro il 10 maggio, per esaminare la situazione e valutare se sarà già possibile trovare un accordo con l’azienda. L’impressione però è che per convincere i dirigenti della multinazionale bisognerà mettere sul piatto qualcosa che sta ben al di là dei poteri di sindacati e amministrazioni locali, e che senza l’intervento di un governo centrale e delle grandi società pubbliche, come Eni nel caso del costo dell’energia, anche il tempo guadagnato dai sindacati possa risultare inutile.
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