Dom 10 Mar 2013 - 502 visite
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Sanità e lavoro, la tomba del Pd ferrarese

Non è bastato lo tsunami delle ultime elezioni, né la perdita di migliaia di voti da parte del Pd. La spocchiosa arroganza del partitone ferrarese, colpevole della distruzione del sistema sanitario locale, si manifesta ancora con le parole di Calvano e Gugliemini, il nuovo che avanza ormai non più nemmeno per età anagrafica. Ostinati nel negare il fallimento della riorganizzazione ospedaliera, per incapacità di governo delle aziende sanitarie e della regione da sempre amministrate dal Pd, i due politici di mestiere tentano di scaricare sull’opposizione (in parte connivente!) gli errori fatali compiuti dal loro partito ed i danni arrecati alla popolazione negli ultimi vent’anni.

La scelta del nuovo ospedale a Cona e la conseguente chiusura degli ospedali di Ferrara, Copparo, Bondeno, Comacchio, ricade interamente ed esclusivamente sulle spalle del partito, che tramite i suoi amministratori Errani, Sateriale, Tagliani, Dall’acqua, Montanari, Franceschini, Bratti, nel 2000 decretarono il raddoppio di Cona e la chiusura del Sant’Anna e del suo pronto soccorso. Un politica sciagurata, che dimostra oggi tutte le sue nefaste conseguenze sulla popolazione e l’ingente sperpero di denaro pubblico. Nonostante 15 mila ferraresi nel 2011 abbiano espresso la loro contrarietà alla chiusura dell’ospedale e del pronto soccorso in città, ed abbiano proposto soluzioni alternative praticabili in un referendum autogestito da Ppf e M5S, decine di migliaia di cittadini sono oggi costretti a recarsi nella valle della morte, senza mezzi pubblici adeguati, per ricevere normali cure in day hospital, assistenza al pronto soccorso, anche in casi non gravi, con attese sfiancanti, o per fare visite ed esami specialistici con code infinite.

Il Pd, per bocca del sindaco Tagliani, aveva promesso assistenza in città 24 ore al giorno nella casa della salute. Portaluppi e Ricciardelli, medici delle aziende sanitarie e al tempo stesso consiglieri comunali del Pd, in assemblee pubbliche avevano magnificato l’eccellenza dell’hub di Cona. Tutto si è dimostrato una colossale montagna di menzogne. Ci vorranno anni prima di vedere in città qualche sembianza dei servizi sanitari promessi. E l’eccellenza a Cona non è di casa (se non in rari casi), sia per l’inadeguatezza del progetto, mal concepito e mal costruito, che per la progressiva distruzione delle competenze mediche, perpetrata dalla politica. La demolizione in atto della facoltà di medicina è la terza causa del disastro. Il trasporto pubblico è inadeguato, la fila di auto da e per Cona lo testimonia, con costi ed inquinamento conseguenti. Le liste di attesa per esami, visite specialistiche ed interventi, sono insopportabili. La fuga di pazienti è crescente. La gestione dell’emergenza per intere comunità è inadeguata e costituisce una caduta verticale delle condizioni di sicurezza sanitaria, al limite del logico. L’insoddisfazione dei cittadini è alle stelle. Su questo terreno il Pd ferrarese subirà la sua Waterloo.

Davvero non comprendiamo come un grande partito di massa (così si autodefinisce il Pd), sia incapace di trarre le conseguenze politiche dagli errori commessi. Il crollo dei consensi, la perdita di Comuni in provincia (Comacchio è un caso nazionale), il fallimento delle politiche economiche, la perdita di migliaia di posti di lavoro, la crisi annunciata del petrolchimico ed i licenziamenti Basell, nonostante la Turbpogas, la cattiva gestione dei soldi pubblici (derivati Dexia, debito imponente, subalternità a Hera), sono fatti che avrebbero dovuto dar luogo al ricambio della classe dirigente del Pd, ora, non domani. I ferraresi, al posto dell’invettiva di Calvano contro le opposizioni, avrebbero preferito le sue dimissioni e quelle di coloro, sindaci, consiglieri regionali, deputati e senatori del Pd,  che da vent’anni reggono le sorti di un partito ormai allo sbando. Forse qualche elettore, oggi infuriato, avrebbe continuato a votarlo.

Invece, nonostante il voto devastante per il Pd (ed il successo scontato del M5S), la casta dei politicanti di mestiere pagati con i soldi dei cittadini, preferisce attaccare la lista civica Progetto per Ferrara, che da quando esiste conduce una implacabile battaglia, a costo zero per i cittadini, contro la pessima amministrazione del Pd e dei suoi alleati fantoccio, denunciando errori e scelte sbagliate puntualmente dimostrati dai fatti.

Il vaso è ormai colmo. Sanità e lavoro saranno la tomba del Pd ferrarese. Le prossime amministrative metteranno la parola fine al suo regno.

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Ppf

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