Mar 5 Mar 2013 - 602 visite
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La lettera del Coisp all’Odg

Egregio Dr. Iacopino,

Desidero porre alla Sua attenzione l’articolo dal titolo “La “nuova versione” del caso Aldrovandi” pubblicato il giorno 3 marzo nella sezione Cronaca Primo Piano del quotidiano on-line “Estense.com” a firma di Marco Zavagli, ancora visibile all’indirizzo http://www.estense.com/?p=282497, ed allegato alla presente.

Durante tutto l’iter giudiziario del processo Aldovrandi, finanche alla conclusione dello stesso, questo Sindacato di Polizia non ha mai contestato la sentenza, limitandosi a rappresentare l’anomalia della mancata concessione degli arresti domiciliari ai quattro poliziotti condannati in ragione di una “cooperazione colposa”.

I poliziotti condannati, stanno pagando con il carcere il residuo di pena per un delitto colposo come in Italia non accade a pluripregiudicati, criminali incalliti, stupratori, pedofili. Questa tristissima vicenda infatti è stata ripetutamente utilizzata al fine di screditare l’immagine della Polizia e dei poliziotti italiani, accumunando ad essa ogni forma di intervento ove si fosse resa necessario l’utilizzo della coazione fisica, spesso per l’assenza di tutti quegli strumenti ed attrezzature che permetterebbero alle Forze dell’Ordine di evitare il contato fisico a mani nude contro qualsiasi forma di violenza e resistenza, come chiesto decine di volte dal Coisp.

La posizione del Coisp, sempre divulgata con tutti gli strumenti di comunicazione disponibili, potrà non essere condivisa, ma certamente va rispettata da chi fa dell’informazione la propria professione. Ciò non solo per l’obbligo etico di fornire una notizia, nel caso di specie l’iniziativa informativa pubblica del Coisp a mezzo di un camper a Ferrara, ma anche per non trascendere i limiti imposti dalla stessa Carta dei doveri del Giornalisti la quale, tra l’altro, recita: “Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle notizie. Non deve inoltre pubblicare immagini o fotografie particolarmente raccapriccianti di soggetti coinvolti in fatti di cronaca,…”, che, nel caso di specie dal titolo dell’articolo, nel sottotitolo, alla foto di Federico Aldovrandi morto appare fuori luogo, fuori contesto ed estraneo ai contenuti del comunicato del Coisp.

La costante ricerca di stabilire verità estrapolando singole parole dal volantino diffuso dal Coisp, alterandone il significato complessivo, oltre al continuo riferimento nel testo a frasi contenute in diversi gradi di sentenza, vogliono, evidentemente, dimostrare una verità diversa da quella emersa con la condanna dei quattro poliziotti e soprattutto nascondere il vero motivo dell’iniziativa del Coisp, richiamata in modo parziale ed inesatto.

La conclusione stessa dell’articolo appare nuovamente denigratoria della libera espressione di pensiero che questo Sindacato di Polizia ha inteso porre in essere, a difesa non solo dei principi di corretta e libera formazione dell’opinione da parte dei cittadini, condizionati da una campagna di disinformazione che ha accompagnato ogni fase di questa vicenda, ma soprattutto delle migliaia di appartenenti delle Forze di Polizia, chiamati a difendere la libera e pacifica convivenza che noi chiamiamo Democrazia.

Per questi motivi riteniamo che il comportamento dell’articolista debba essere pesantemente censurato in nome della mancanza di deontologia professionale e di correttezza dell’informazione. Concordiamo pienamente con quanto da Lei recentemente ricordato: ”La deontologia dei giornalisti è la prima tutela del diritto dei cittadini ad una informazione corretta e completa”. L’esatto opposto del diritto/dovere di cronaca è la faziosità capziosa, unico contenuto di questo articolo.

Distinti saluti.

Il Segretario Generale del Coisp

Franco Maccari

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