Lun 18 Feb 2013 - 273 visite
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Roberto Malini parla di Rom, cultura e civiltà

Il poeta Roberto Malini in Ariostea per presentare il libro "Il silenzio dei violini" scritto con Paul Polansky

maliniMartedì 19 febbraio dalle 17, presso la biblioteca comunale Ariostea di Ferrara, Angelo Andreotti, direttore dei Musei Civici di Arte Antica, dialoga con il poeta Roberto Malini.

Roberto Malini parlerà del libro che ha scritto insieme al poeta americano Paul Polansky “Il silenzio dei violini”. L’autore milanese, che ha ricevuto nel 2012 il Premio Internazionale di Poesia Petreca Dini (Brasile), il Premio “La ragazza di Benin City” e la Menzione Speciale al Premio Letterario Camaiore, è patrocinato, per il valore civile ed educativo delle sue poesie, dal Consiglio d’Europa e dall’Unicef.

“Il silenzio dei violini” è una raccolta di poesie dedicate al popolo Rom in Italia. L’autore, che è anche co-presidente dell’organizzazione internazionale per i diritti umani EveryOne Group, conosce molto bene questa etnia, i cui diritti ha difeso in molte campagne umanitarie e azioni civili. I protagonisti delle sue poesie sono persone Rom che il poeta ha conosciuto: il patriarca Toma, con il suo coraggio e la sua fisarmonica; il vecchio mendicante Mihai, morto di stenti a Natale; i sopravvissuti al Porrajmos (Olocausto dei Rom) Alexandru e Traian; la giovane madre Irina, vittima di stupro in un campo sgomberato.

Una raccolta di poesie di Roberto Malini, già tradotta in inglese, è in corso di traduzione in portoghese e a breve sarà pubblicata in Brasile. Roberto Malini dà vita spesso a letture pubbliche di poesia, nei Festival e in occasione di eventi legati alla cultura e ai diritti umani, nelle quali alterna l’interpretazione parlata a quella cantata. “Sono felice di recarmi a Ferrara per la presentazione di questo libro – ha detto il poeta – innanzitutto perché avrò occasione di incontrare una poetessa che amo molto e che vive nella città Emiliana: Patrizia Garofalo, che dirige la collana in cui l’opera è stata pubblicata per le Edizioni ‘Il Foglio’. Attendo con piacere di conversare con Angelo Andreotti, un poeta che ama l’arte e la cultura in tutte le loro sfumature. Creatività e spirito libero sono elementi fondamentali della tradizione Rom. E poi, Ferrara. Ferrara nata, secondo il Carducci, dal dolore umano. Ferrara gloriosa per storia e cultura. Ferrara sempre in anticipo sui tempi, prima città moderna d’Europa. Ma anche Ferrara sede di un campo di concentramento, nel periodo nazifascista, da cui furono deportati gli ebrei. Ferrara che nel 1941 fu teatro di violenze antiebraiche e del saccheggio della sinagoga. Ferrara che nello stesso periodo rastrellò Rom e Sinti, per destinarli ai campi di internamento. Le mie poesie parlano dei Rom durante la terribile persecuzione avvenuta in quei tempi oscuri e della repressione che prosegue anche ai nostri giorni, a causa di politiche disumane e irresponsabili. Come tante altre città italiane, Ferrara non è risuscita ad essere ‘in anticipo sui tempi’, riguardo ai Rom. Li ha discriminati, sgomberati ed espulsi. Non ha ancora previsto uno spazio pubblico per le famiglie Rom e Sinte. Il fatto che io sia invitato a parlare, attraverso la poesia, di questi temi è tuttavia un buon segnale, perché è la storia stessa che ci insegna come proprio dalla poesia possano iniziare i grandi cambiamenti sociali”.

Roberto Malini è nato a Milano il 27 maggio 1959. Poeta, scrittore, storico, sceneggiatore e autore di documentari, è un difensore dei diritti umani la cui opera è sostenuta dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dall’Unicef e dal Consiglio d’Europa. Da molti anni si dedica alla ricerca sulla Shoah, pubblicando diversi testi, in collaborazione con i più importanti musei e centri di ricerca. Ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali per la poesia, gli studi storici e il cinema.

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