Dom 10 Feb 2013 - 75 visite
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La biblioteca dell’“Acquedotto” intitolata a Darinka

Ieri la cerimonia e la dedica della sala del centro di corso Isonzo

biblio“Dedichiamo con piacere ed orgoglio la nostra biblioteca alla memoria di Darinka Jojic Guzzinati. Giovane coraggiosa protagonista della dura lotta partigiana. Arrivata a Ferrara nel dopoguerra, è diventata testimone altrettanto combattivo della sua esperienza, operando attivamente e instancabilmente nel Partito comunista, nell’Anpi e nell’Udi. Darinka è stata anche per il Centro “Acquedotto” e per i nostri soci presenza discreta e frequente. E’ stata un’amica di tanti, con cui ha condiviso battaglie importanti per la nostra storia cittadina, sociale e culturale. Credeva nel valore della libertà, della coscienza civile, della cultura come testimonianza vissuta da condividere con le nuove generazioni. Per questo le dedichiamo uno spazio che speriamo possa continuare a portare avanti il suo pensiero e i suoi ideali all’interno della comunità”. Con queste parole è stata dedicata la biblioteca del centro di promozione sociale l’Acquedotto di Corso Isonzo alla memoria della staffetta partigiana recentemente scomparsa.

Il patrimonio della biblioteca è stato catalogato, ordinato e diviso per generi. Esso è costituito da: 2342 opere tra libri e riviste e fra questi le presenza più significative sono date da: 317 “gialli”, tra cui alcuni rari esemplari, 207 “romanzi rosa”, 168 libri di letteratura varia italiana ed estera, 149 libri d’arte, 73 libri scolastici ecc. Interessanti particolarità che la biblioteca del centro offre, sono date dalla raccolta, donata da una socia, di ben circa 450 riviste tra “Bell’Italia”, “Bell’Europa” che costituiscono un interessante percorso attraverso la storia ed il paesaggio del nostro territorio e quello europeo nell’arco di circa tre lustri. Interessanti sono alcune storiche pubblicazioni del Touring Club Italiano degli anni 50 pressoché introvabili, nonché una curiosa rassegna di raccolte dal Reader’s Digest (84 esemplari) che costituiscono una preziosa testimonianza di come si è venuto a creare in tante famiglie della società italiana del dopoguerra e del “miracolo economico” degli anni sessanta l’approccio al libro ed alla narrativa di “consumo”.

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