Il senatore ed ex ministro della cultura Dario Franceschini è tornato nella sua Ferrara e lo ha fatto per presentare il suo nuovo romanzo, La fiuma, pubblicato dalla Nave di Teseo nelle scorse settimane
Come si progetta una tavoletta di cioccolato? Non soltanto partendo dal gusto, ma considerando anche la forma, i colori, i materiali e il modo in cui il prodotto viene aperto, toccato e consumato. È questo il tema della mostra "Progetto di un cioccolato", allestita all’Hotel Annunziata di Ferrara
Le opere di Marisa Zattini accompagnano i visitatori in un viaggio tra miti, simboli e spiritualità. L'esposizione “Labirintica. Itinera mentis” sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027
Dai mosaici bizantini alle rappresentazioni del firmamento, il cielo come elemento simbolico e religioso nell'arte della tarda antichità e di Bisanzio. È il tema della conferenza “Cieli stellati ed epifanie divine fra tarda antichità e Bisanzio”
Sabato 31 ottobre alle 21.30, il Jazz Club Ferrara ospita il Pat Bianchi Trio con “Jack McDuff Centennial”, un concerto dedicato al centenario della nascita del grande organista Hammond
I Modena City Rambles dedicano una canzone a Federico Aldrovandi. In “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, ultimo album dei menestrelli di Modena uscito ieri, tra i 18 nuovi brani si trova “La luna di Ferrara” e racconta in musica il dramma del 18enne morto nel 2005.
Nella canzone è Federico a parlare in prima persona. E si rivolge alla madre, ripercorrendo quanto successe quel 25 settembre. L’incontro con i poliziotti e poi l’arrivo del medico legale. Il ragazzo si premura alla fine di consolare il dolore materno, avvertendo che forse anche la giustizia non servirà a lenirlo. E in ogni caso la giustizia “non riporterà indietro/ i miei diciott’anni e il correre inquieto, i miei diciott’anni e il loro segreto, i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada”.
Su tutto questo veglia la luna di Ferrara, “un pugno o una carezza, chissà chi lo deciderà…”.
Questo il testo della canzone:
Mamma non ti pentire di avermi insegnato/ ad avere fiducia in questo mondo malato,/ è stato soltanto un incidente/ è capitato a me ma non significa niente./
Mamma anche il dottore c’ha pensato due volte/ prima di firmare il mio certificato di morte/; qualche piccolo dubbio sul torace schiacciato, per quei segni sul collo e il manganello spezzato/. Ma poi si è convinto sul movente arbitrato del resto il rapporto lo aveva spiegato.
La luna di Ferrara veglia la città, un pugno o una carezza chissà chi lo deciderà…
Mamma non crederai vero a chi sputa sentenze/ e sulle divise vomita maldicenze,/ tutti tipi drogati da centro sociale/ se l’Italia è una fogna ci son loro a sguazzare.
Mamma ho sempre pensato che non debbo temere/ se per strada ti ferma un poliziotto o un carabiniere,/ se mi trovavo a passare per il posto sbagliato/ se c’era un che di storto non ho guardato;/ la colpa era mia che non mi son presentato,/ la colpa era mia che sono inciampato/
La luna di Ferrara veglia la città, un pugno o una carezza chissà chi lo deciderà…
Mamma non ci pensare è destino beffardo/ che non manda mai pace e con me è stato bastardo/ il sentiero dei lupi assetati di sangue/ a volte ti canta la strada elegante./
Ti prego non ti dolere per come mi hanno trattato/ un lupo non piange mai sul sangue versato./ E comunque giustizia non riporterà indietro/ i miei diciott’anni e il correre inquieto, i miei diciott’anni e il loro segreto, i miei diciott’anni fatti a pezzi per strada una notte di settembre da belve in divisa.
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