Pasqua sulla A13, incidente con sei feriti: coinvolti anche due bambini
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 4 aprile, intorno alle ore 19, all'incrocio tra via Bologna e via Andrea Franchi Bononi, dove si sono scontrati un'automobile e una moto con a bordo due ragazzi minorenni
Due appartamenti, uno sopra l’altro. Sopra alcune universitarie, sotto una coppia di fratelli non più giovanissimi. Quando arriva una denuncia, verrebbe naturale pensare a lamentele per feste o rumori molesti. Ma in questo caso è accaduto l’opposto
Non erano solo parenti, amici o curiosi quelli presenti questa mattina alla cerimonia di consegna delle medaglie d’onore, assegnate dal prefetto Provvidenza Raimondo ai civili e militari ferraresi che durante la Grande Guerra si rifiutarono di lavorare al fianco dei tedeschi. In mezzo al pubblico infatti c’erano anche quattro dei protagonisti della Giornata della Memoria, quattro italiani che a causa della propria decisione vennero deportati nei campi di concentramento, riuscendo a sopravvivere alle torture di quei luoghi che ancora oggi provocano vergogna e rimorso nell’Europa.
Vengono definiti Imi (Internati militari italiani) i soldati catturati e imprigionati come disertori ma, al contrario di gran parte delle sigle, questa delinea davvero una distinzione che ha sconvolto le vite di molte persone. I militari internati infatti non erano protetti dalla convenzione di Ginevra del 1929, e una volta caduti nelle mani dei nazisti furono spogliati di ogni diritto, di ogni protezione, di ogni dignità. 625 nella sola provincia di Ferrara, a cui si sono sommati più di cento lavoratori civili tra uomini e donne che avevano provato a opporsi al regime. Ora, nella Giornata della Memoria, arriva un premio che, pur non potendo ripagare i torti del passato, può dare un esempio e un modello da seguire alle nuove generazioni.
Non a caso infatti alla cerimonia, assieme al prefetto, al sindaco Tiziano Tagliani e alla presidente della Provincia Marcella Zappaterra, erano presenti anche i ragazzi delle scuole superiori. La presidente della consulta studentesca, Silvia Bighi, è intervenuta dichiarando che “è un onore per noi essere qui, ma anche una grande responsabilità perché sappiamo che non dobbiamo dimenticare quello che è successo durante il nazifascismo. Molte delle persone deportate avevano la mia età, persone giovani a cui è stato strappato ogni diritto, e noi dobbiamo fare in modo che da queste esperienze nascano nuovi semi”.
L’iniziativa è stata apprezzata particolarmente da Tagliani, che ha parlato del Giorno della Memoria come di una “felice intuizione legislativa, perché queste testimonianze restituiscono anche la dimensione umana, senza la quale non basta il freddo dato storico”. Un messaggio condiviso dalla Zappaterra, che ha lanciato anche un avvertimento “contro l’ignoranza che tuttora persiste, o contro i tentativi di qualcuno di cercare una rilettura di quella fase storica”.
Al termine delle presentazioni sono arrivate le medaglie, consegnate dal prefetto ai figli e alle figlie dei ferraresi deportati. Ma i momenti più sentito sono stati quelli in cui Carluccio Mingotti, Filippo Mezzogori, Armando Peretti e Ottavio Trivellato sono venuti a ricevere personalmente il proprio riconoscimento. E anche se il passo non era più veloce come una volta, è stato lo sguardo di quei quattro uomini a ricordare ai presenti il valore di un’azione molto semplice ma estremamente difficile: tenere la schiena dritta.
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