Politica
25 Gennaio 2013
Castelluzzo (Pd): "Sconcerta che i dati siano forniti dalle stesse persone interessate"

Rinaldi e il premio, tra i paramentri anche il numero di morti

di Ruggero Veronese | 3 min

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admin-ajax (49)Alla fine la risposta di Gabriele Rinaldi è arrivata. “Poco meno di duecento pagine, che citano una serie di delibere regionali, di regolamenti interni dell’ospedale e di obiettivi da raggiungere. Ma per dire un’ovvietà”. A parlare è Mario Castelluzzo, il consigliere provinciale del Partito Democratico che il 19 dicembre aveva depositato un’interpellanza alla giunta riguardo ai premi di fine anno concessi – o auto concessi – alla dirigenza dell’ospedale Sant’Anna (vai all’articolo). Un caso che sollevò un certo rumore soprattutto per l’ammontare delle cifre in questione: 22 mila euro al direttore generale Gabriele Rinaldi, 20 mila al direttore amministrativo Ivan Cavallo e 17 mila per il direttore sanitario Andrea Gardini, per citare i più consistenti. Il tutto in un momento in cui, tra tagli di posti letto e di ambulanze, l’ospedale ferrarese avrebbe un gran bisogno di impiegare ogni risorsa disponibile nei servizi sanitari.

“Un’ovvietà – continua Castelluzzo – perché vuole dimostrare che c’era la piena legittimità da parte della dirigenza, secondo le normative esistenti, nel ricevere questo compenso extra. Ma noi questo lo sapevamo già, anche perché altrimenti saremmo nell’ambito del reato di appropriazione indebita. Quello che si chiedeva nell’interpellanza era la convenienza nel ricevere questo premio, anche perché c’è un’etica pubblica secondo cui il proprio lavoro di amministratore va sempre fatto al meglio delle proprie possibilità, senza lo stimolo di un premio economico. Soprattutto quando si parla di sanità pubblica, e considerando che stiamo parlando di stipendi già di per sé molto importanti”.

Ma dopo aver letto la lunga risposta di Rinaldi, sono anche altri i motivi che sollevano l’indignazione del consigliere provinciale. “Ciò che mi sconcerta è che i premi vengano dati sulla base di documentazioni fornite dalle stesse persone che poi dovranno riceverli, senza alcun controllo da parte di organismi terzi. E trovo sconcertanti anche certi parametri specifici che vengono riconosciuti, come il numero di morti in un anno all’interno dell’ospedale: come se potesse davvero dipendere dalla bravura dei dirigenti”. Altro “obiettivo strategico” messo in discussione da Castelluzzo è quello del ridimensionamento dei reparti, causato dalle misure imposte dalla spending review, “perché quando sei chiamato a tagliare, e quindi a risparmiare, mi pare quantomeno paradossale e inopportuno legare il raggiungimento di questo obiettivo a un premio economico”.

Il caso di Rinaldi è sintomatico di quello che il consigliere definisce “un cortocircuito istituzionale, che fa si che ai dirigenti vengano riconosciuti degli extra per aver fatto semplicemente il proprio lavoro. Purtroppo questo meccanismo è esteso ben oltre Ferrara e l’Emilia Romagna, e deriva da una legge nazionale che disciplina il compenso dei direttori sanitari”. Un fatto che pone il consigliere di fronte a un ostacolo più grande di lui: “Temo che la cosa si fermi qui, anche se Rinaldi ha dichiarato che nel 2013 ragionerà su questo tema e noi monitoreremo le sue decisioni al termine dell’anno. Ma né la Provincia né la Regione hanno il potere di intervenire su questa normativa”. L’unica speranza quindi, considerando il clima di campagna elettorale di questi mesi, è che qualche candidato ferrarese al Parlamento si impegni ad approfondire la questione.

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