lun 7 Gen 2013 - 1080 visite
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È morta la poetessa ferrarese Giovanna Bemporad

Amica di Pasolini e Ungaretti, celebre la sua traduzione dell’Odissea

(foto tratta dal blog di Giovanna Bemporad)

(foto tratta dal blog di Giovanna Bemporad)

“Mi riduco al silenzio, nell’attesa/purissima dell’ombra che già stende/sui vivi un lembo della notte eterna”. Si è spenta nella sua casa romana a 85 anni Giovanna Bemporad. E questi suoi versi sembrano accompagnarla nell’estremo saluto della poetessa e traduttrice, una tra le voci più importanti della poesia italiana del Novecento.

Nata a Ferrara nel 1928, la Bemporad esordì giovanissima, a 15 anni, con la traduzione in endecasillabi dell’Eneide, compiuta in 26 notti. Sarà però un altro poema epico, l’Odissea di Omero, quello che la consacrerà tra i grandi della traduzione italiana, portandola nel 1993 a vincere il premio alla traduzione in forma poetica del ministero per i Beni culturali.

Ragazza ebrea, durante il fascismo e la persecuzione si firmò anche Giovanna Bembo. In quegli anni conobbe nell’‘esilio’ di Casarsa Pier Paolo Pasolini, del quale rimase grande amica. Ma il poeta degli Scritti corsari non era l’unico intellettuale e letterato che conobbe la Bemporad. Tra le sue amicizie spiccano quelle con Giuseppe Ungaretti, Camillo Sbarbar, Andrea Zanzotto ed Elio Pagliarani.

Dopo la guerra, dichiaratasi provocatoriamente lesbica per motivi politici, per un periodo visse a Venezia.

La sua prima silloge, Esercizi, è del 1948, ripubblicata successivamente nel 1980 da Garzanti. Con questa opera vinse il Premio Vallombrosa, il Premio Stresa e il Premio Elea. Negli anni precedenti aveva pubblicato poesie sparse e traduzioni da Goethe, Novalis, Hofmannsthal.

Nel 2004 è stato pubblicato dalla piccola casa editrice milanese Archivi del ‘900, con il concorso della Scheiwiller Libri, il carteggio della Bemporad con Camillo Sbarbaro, Lettere di Camillo Sbarbaro e Giovanna Bemporad (1952-1964). L’ultima traduzione della Bemporad, il Cantico dei Cantici, è stata pubblicata dall’editore Morcelliana nel 2006, a cura della stessa autrice e con l’introduzione di Daniele Garrone.

Enzo Siciliano, tra l’altro biografo di Pier Paolo Pasolini, prima della morte stava lavorando alla biografia dell’autrice.

A dare notizia della scomparsa è stato il marito, Giulio Orlando, senatore nella IX legislatura e ministro tra il 1968 e il 1992.  I due si sposarono nel 1957, con Giuseppe Ungaretti come testimone di nozze.

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