Economia e Lavoro
14 Dicembre 2012
Con 60 milioni di investimenti e 300 nuovi dipendenti l'azienda centese punta a un'incremento di produzione del 40%. Maserati tra i nuovi clienti

Vm Motori conferma gli impegni ai sindacati

di Ruggero Veronese | 4 min

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Cento. Confermate le 300 assunzioni e i piani di investimento, limitata la cassa integrazione. Escono più tranquilli i sindacati dall’incontro coi vertici di Vm Motori, dopo che pochi giorni fa erano riemersi i dubbi del segretario generale della Fiom Davide Nardini (vai all’articolo) in merito ai nuovi posti di lavoro annunciati dall’azienda. “Ci crederò quando li vedrò, e giovedì voglio delle risposte dalla dirigenza”, aveva affermato lo stesso sindacalista. Parole molto diverse da quelle di Walter Chessa della Fim, secondo cui le assunzioni “non sono mai state in dubbio”. Oggi il nuovo capitolo della vicenda dopo l’atteso incontro con l’amministratore delegato Giorgio Garimberti e i vari responsabili di settore, che confermano le promesse fatte e danno ai sindacati qualche motivo per sorridere.

“L’amministratore delegato – spiega Nardini – ha riconfermato il progetto delineato tempo fa sullo sviluppo dello stabilimento nei prossimi anni. Non ci sono modifiche relative al percorso, e quindi una volta completati gli investimenti, con il rinnovo impiantistico e tecnologico, attenderemo tutti la fase delle assunzioni che da quello che ci è stato detto dovrebbe cominciare verso giugno”.

Ciò che più insospettiva il segretario Fiom nei giorni scorsi era la programmazione di alcune giornate di cassa integrazione, proprio in un momento di forti investimenti per l’azienda, ma oggi “il regime di Cig è stato motivato come una necessità legata a un calo temporaneo e non programmato di commesse. La cosa interessante sui cui abbiamo ragionato è che invece dei 350 operai per cui era prevista, la cassa integrazione ne coinvolgerà a rotazione 275, più circa 30 impiegati”. Il bilancio della giornata è quindi positivo per Nardini, anche se “non si può essere davvero soddisfatti quando si parla di cassa integrazione, ma a fronte di perplessità e dubbi abbiamo incontrato un’azienda che piuttosto che avanzare problemi ha confermato gli impegni, e di questo almeno sono contento”.

I piani delineati per il regime di Cig prevedono quindi due giornate prima della fine dell’anno, a cui se ne sommeranno 25 giorni nel primo trimestre del 2013. Ma durante l’incontro i vertici di Vm hanno anche rivelato qualche dettaglio sullo sviluppo dell’azienda e sul volume di affari a cui intendono arrivare. “Col sostegno di un pool di banche – spiega Chessa della Fim – la mole di investimenti dovrebbe arrivare a circa 70 milioni, che permetteranno assunzioni legate alla maggiore produzione di motori, passando dai 55mila prodotti nel 2012 a circa 90mila l’anno prossimo con un’evidente crescita del fatturato. A questo si aggiunge la novità di oggi con una nuova commessa da parte della Maserati, che si aggiunge a quella della Chrysler. Legato a questo c’è il discorso sulla cassa integrazione, causato dal calo di richiesta del modello a 4 cilindri”.

Non c’è preoccupazione quindi da parte della Fim sul regime di Cig, ma Chessa si dice consapevole delle difficoltà di un mercato come quello automobilistico: “stiamo ragionando di un azienda in un comparto difficile come quello automobilistico, con la produzione italiana che è scesa in pochissimo tempo da due milioni di modelli all’anno agli 1,4 attuali. Ma la Vm può avere una buona prospettiva di crescita, anche considerando che il 50% della produzione è destinata al mercato americano. Rispetto alle situazioni che si vedono normalmente mi sembra una prospettiva positiva”. Il prossimo passo per i sindacati sarà aprire la contrattazione aziendale, anche in merito alle tipologie di contratto per le nuove assunzioni che saranno, nei piani di Vm, per il 70% contratti di apprendistato. “con la riforma del lavoro l’apprendistato è ritenuto il canale prioritario per favorire l’occupazione. sono contratti con una valenza formativa, e su questo non abbiamo nulla da obiettare. Però è innegabile che ci sia da discutere sia sulla percentuale di apprendisti che per quanto riguarda la retribuzione: noi chiediamo che gradualmente si possa raggiungere la normale retribuzione, che dopo il contratto ci sia un’apertura all’assunzione a tempo indeterminato, e che il sindacato possa entrare nell’offerta formativa. Se è un’azienda che ha prosperità, è giusto dare anche il giusto riconoscimento economico ai lavoratori”.

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