Dom 14 Ott 2012 - 653 visite
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Il mondo sommerso della fantascienza

Da Star Trek a Dark Resurrection: gli appassionati si ritrovano a Ferrara

Non sono pochi gli appassionati di fantascienza che popolano la provincia ferrarese, e se nel quotidiano è difficile capire fino a che punto questo genere di fiction sia motivo di aggregazione, basta fare un salto al Ferrara Fantascienza & Games per rendersi conto di come universi paralleli, alieni e saghe spaziali raccolgano tuttora il consenso di tanti giovani e meno giovani. Il festival ha infatti raccolto, nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 ottobre, larghi consensi di pubblico: locale ma non solo. Tante infatti le persone che sono arrivate nel capoluogo estense dai luoghi più disparati d’Italia apposta per l’occasione.

Organizzata presso il cinema Boldini, la kermesse ha voluto fare un passo indietro rispetto al programma degli anni scorsi. Il terremoto ha infatti impedito di calendarizzare gli eventi di livello internazionale che hanno caratterizzato nel 2010 e nel 2011 il Galacticon, festival interamente dedicato alla quasi omonima serie tv. Gli organizzatori – le associazioni Galaxy e il Battlestar Galactica Italian Club – hanno scelto però di non rinunciare all’appuntamento, e svolgerlo allargando il proprio target a tutti gli appassionati di fantascienza, cambiando il suo nome in funzione di questo ampliamento, e invitando solo autori ed esperti italiani. Una decisione che sembra abbia pagato, per le meno in termini di partecipazione. I ragazzi che durante il festival si occupano dei giochi a tema – soci dell’associazione ferrarese Ludus Iovis Diei – confermano infatti di aver avuto quest’anno più tavoli e più giocatori.

Non è cambiato lo svolgimento del festival: un mix di proiezioni, dibattiti, tornei, simulazioni di volo su navi spaziali, travestimenti, divise e cimeli dalla storia del cinema e della televisione. Svago e divertimento, ma non solo. La manifestazione ha costituito infatti un importante occasione di confronto per tutti gli addetti ai lavori, che hanno potuto fare un bilancio rispetto alle prospettive che questo genere di narrazione trova attualmente in Italia.

“Nel nostro Paese attualmente è difficile vedere produzioni interessanti – spiega il regista e critico cinematografico Giovanni Mongini, originario di Quartesana e autore di numerosi volumi dedicati alla fantascienza -. Ma come dicono in Guerre Stellari c’è sempre una nuova speranza. Oggi la tecnologia aiuta tanti ragazzi a girare da soli, senza grandi finanziamenti, video che una volta sarebbero stati impensabili in termini di effetti speciali”. Tra questi è stato segnalato  Angelo Licata, autore del primo fan film italiano, che sabato è intervenuto per parlare di “Dark Resurrection”: un progetto avviato in modo amatoriale, costato in tutto 7mila euro, che ha riscosso e continua a riscuotere un grande successo.

La difficoltà maggiore, secondo Mongini, non è più tanto quella di realizzare un filmato di qualità, quanto quella di riuscire a distribuirlo: “è successo anche con “L’alba dei morti viventi”, è stato rifiutato da tutte le grandi case, fino a quando una realtà minore se l’è preso in carico ed è diventato il classico che tutti conosciamo”. Un altro grande scoglio è quello della critica nazionale, ancorata unicamente a un determinato tipo di film. Il giovane romanziere Ivo Torello in proposito ha ricordato le feroci stroncature pubblicate in relazione all’ultimo lavoro del regista Ferzan Ozpetek, “Magnifica presenza”: “è stato preso a sassate solamente per essersi azzardato a infilare della trama i fantasmi”.

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