Ven 12 Ott 2012 - 171 visite
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Comacchio, al Voodoo Club la mostra di Di Santo

La mostra si avvarrà anche dei codici Qr

Comacchio. Prosegue negli spazi del Voodoo Club di San Giuseppe di Comacchio sino a sabato 27 ottobre, dopo la vernice in occasione dell’ottava edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, aQR. Codec Proverb, la personale pittorica di Francesco Di Santo.

Per il Voodoo Club questa mostra è la prima che si apre all’esperienza della realtà aumentata, un ambito ancora parzialmente inesplorato a cui si sono rivolte negli ultimi anni curiosità e attenzione per le enormi potenzialità espressive e la trasversalità del suo impiego. In parete è esposto un progetto di tecnologia applicata che consta di nove lavori a smalto su canvas e riproduce moduli del codice qr, un codice a barre bidimensionale impiegato per memorizzare informazioni destinate ad essere lette tramite smartphone. Tutte le opere della serie aQR. Codec Proverb sono ispirate a proverbi e i codici qr sono stati utilizzati per permettere allo spettatore di avere accesso ai diversi paesaggi reattivi progettati per ogni singolo dipinto. La decodifica è possibile da qualsiasi telefono cellulare munito di un programma di lettura ed è sufficiente inquadrare l’immagine per accedere al contenuto.

Di Santo si sofferma sul legame tra immagine e linguaggio, il proverbio orale si materializza nel codice tecnologico legato a ciascuna tela e la pittura si traduce nel proverbio tema del quadro. Il metalinguaggio utilizzato dall’artista provoca una stratificazione dell’opera ed una percezione su più livelli: quello visivo immediato, quello tecnologico e quello della decodificazione del segno in linguaggio di parola. Una riflessione per passare dall’antico al presente, dal materico al virtuale grazie all’immediato collegamento tra realtà, opera fisica e dimensione digitale. Lo spettatore interagisce direttamente con l’opera diventando protagonista dell’atto artistico dell’autore e parte integrante del processo di comunicazione contemporanea.

La mostra è curata dal Voodoo L@b Studio, collettivo che si occupa della sezione arti visive e multimediali del circolo Voodoo, un contenitore performativo esterno al circuito espositivo tradizionale, ricco da un punto di vista progettuale di enormi potenzialità. Uno spazio che continua a crescere e modificarsi grazie alle collaborazioni, agli interventi e alle sperimentazioni in partecipazione e dialogo aperto con il territorio e la sua creatività, forte di un percorso eterogeneo, passibile di implementazione. Nato come tentativo di risposta alla carenza di spazi destinati alla cultura nel senso più ampio del termine, da sempre è connotato dalla determinazione a proporre al pubblico progetti innovativi, rivolti alla ricerca. L’intento è sostenere l’offerta culturale del territorio e in un’ottica di confronto, da dimensione locale e decentrata, diventare piattaforma aperta a collaborazioni estensive per una programmazione connettiva, al sostegno della cultura come propulsore di sviluppo e crescita, sperimentazione e stimolo. Peculiarità rara è che al Voodoo le strategie creative si svelano e al contempo si calano nel territorio, i progetti formulati non potrebbero essere realizzati senza l’energia e l’entusiasmo di chi sostiene attivamente il circolo, i collaboratori sono tanti, tutti preziosi, ognuno per il contributo che può dare.

Francesco Di Santo, artista poliedrico di spiccata abilità, è dagli esordi uno sperimentatore di tecniche, materiali ed ambiti creativi. Pittura, grafica, fotografia, moda, musica e persino make-up sono alcuni dei linguaggi con cui esprime una inarginabile creatività. La sua esplosiva vivacità artistica si contrappone ad una personalità riservata, quasi criptica, tanto che la biografia di Di Santo resta avvolta e protetta da vaghezza ed un certo mistero. Vive attualmente a Imola e questo sembra debba bastare ai suoi estimatori, il suo talento spicca in numerose esposizioni collettive e personali ed ha ottenuto ottimi risultati a premi d’arte su territorio nazionale. Tra le partecipazioni più recenti nel 2008 vince come miglior giovane artista “Estemporanea” concorso di pittura, Giuliano Teatino; nel 2009 vince il Premio Galleria al concorso “Un bozzetto per il palio” di Sulmona; nel 2011 è finalista al concorso “Art Your Food” di Milano nella categoria arti visive; ed ancora, nel 2008 per la Galleria Famiglia Margini partecipa a “Freiheit” con la controversa installazione Gentil Petrol, Milano; nel 2011 la Galleria Wikiarte di Bologna ospita “aQR. Codec Proverb”; nel 2012 espone alla “Vernice Art Fair”, Forlì.

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