lun 28 Mag 2012 - 3751 visite
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La Spal retrocede

Il Pavia si impone 2-0. Applausi ai giocatori, contestata la società

Capita a tutti di pensare alla sfortuna, ai sortilegi, a qualche trama oscura che fa andare sempre tutto storto. A Ferrara la rassegnazione è tale che forse non c’è più neanche la forza di chiedersi ‘perché sempre a noi?’.

La Curva applaude i suoi giocatori

Rimanendo puramente in ambito calcistico, e solo negli ultimi anni: una finale di play-off buttata, il 3-6 nella semifinale col Como, due play-out perduti quando la salvezza era vicina, come in questa occasione col Pavia.

Quella della Spal è una sconfitta meritata – come ha sottolineato Stefano Vecchi negli spogliatoi a fine partita –, ma che cozza duramente con una salvezza guadagnata aritmicamente sul campo dai suoi ragazzi se non fosse stato per le gravissime mancanze societarie che hanno bruciato la categoria.

Il Pavia, piazzatosi idealmente 9 punti dietro la Spal, nel doppio match non ha rubato nulla dimostrando di essere una squadra che nel mercato di gennaio ha cambiato pelle, contando su giocatori – lo si è visto sul campo – in grado di decidere le partite con abilità tecniche superiori.

I ragazzi in maglia biancazzurra hanno pagato la tensione, come nel primo tempo di domenica scorsa, arretrando progressivamente il baricentro, impressionati dalle folate dei lombardi bisognosi del gol.

Il primo tempo non ha regalato particolari emozioni, con gli ospiti che partono in sordina, senza farsi prendere dalla frenesia.

Pambianchi pare in partita e contrasta bene un Cesca da subito molto mobile.

I pavesi salgono spesso con Carotti, portatore di decine di palloni, e Falco pronto ad accendere l’imprevedibilità nei pressi dell’area, ben supportato da Statella e Meza Colli.

I biancazzurri provano anche a uscire dal guscio: Paolo Rossi taglia un pallone su cui Arma non arriva, mentre Ghiringhelli al 33’ prova con destro da fuori senza fortuna.

Ma l’occasione più ghiotta per centrare la salvezza Zamboni e c. ce l’hanno al ’41, quando Pambianchi incorna di testa a centro area, ma spara tra le braccia di Facchin.

La disperazione a fine gara

Si sa che il Pavia deve alzare il ritmo per passare, ma forse non ci si aspetta l’impennata dopo appena 5 minuti della ripresa. I lombardi tallonano nei pressi dell’out di destra, Falco tiene in campo un gran pallone, cross, spizzata centrale e Cesca che arriva per insaccare in modo inesorabile (terzo gol della punta contro la Spal in questo campionato ndr).

Ai ferraresi pare caduto il mondo addosso e ripartire è dura.

Vecchi prova a scuotere i suoi inserendo in progressione, Marconi, Fortunato e Taraschi. Di frutti se ne vedono pochi, ma la Spal almeno tenta l’assedio all’area ospite.

Al 20’ Arma al limite dell’area ha sui piedi una palla d’oro, la sua conclusione però è centrale. Sette minuti più tardi Laurenti tenta da fuori, Facchin devia e non ci sono spallini pronti a ribattere.

Al 35’ l’episodio che fotografa una stagione intera e forse qualcosa di più. Punizione per la Spal, qualche metro fuori area. Calcia Marconi, pallone teso e preciso, palla che si infrange sul palo interno. I lombardi liberano e sul contropiede Marchi va via a un esausto Ghiringhelli, freddando Capecchi: 0-2 e fine dei giochi.

La Ovest che fino a quel momento aveva sostenuto incessantemente i biancazzurri si ammutolisce.

Gli ultimi 10 minuti si giocano nel silenzio glaciale del Mazza interrotto solo da qualche schiamazzo degli sparuti tifosi ospiti.

Il campo ha dato il suo verdetto, i supporter il proprio: applausi vivi e quasi commossi a i ragazzi che han messo il cuore in campo lungo questa stagione terrificante. Un coro altrettanto forte e sentito contro la società che ha portato a questo disastro, in primis verso Butelli (assente dagli spalti) e Pozzi, che esce dalla panchina, limitandosi a guardar torvo verso la tribuna che gli inveisce contro.

Uno stendardo della Ovest recitava: “Siamo noi la Spal”. È vero. Il campo ha sentenziato la retrocessione, il tribunale decreterà il fallimento o meno della società. I cocci di ciò che resta di una squadra centenaria appartengono ai tifosi e a tutti coloro che amano la Spal. Ripartire sarà dura e non si sa ancora da dove e con chi. Ma il cuore biancazzurro, seppur sanguinante, non smetterà di battere.

PAGELLE

Capecchi: 6

Ghiringhelli: 6

G. Rossi: 6

Agnelli: 6

Zamboni: 6,5

Pambianchi: 6

Cosner: 6

Bedin: 6

Arma: 6

P. Rossi: 6

Laurenti: 6

Fortunato: n.g.

Taraschi: n.g.

Marconi: 6

TABELLINI

Spal-Pavia 0-2

SPAL: Capecchi; Ghiringhelli, Zamboni, Pambianchi; G.Rossi (dal 18’ st Fortunato); Bedin (dal 33’ st Taraschi); Cosner, Agnelli, P. Rossi (dal 15’ st Marconi), Laurenti, Arma. A disposizione Costantino, Beduschi, Canzian, Migliorini. All. S. Vecchi.

PAVIA: Facchin, Capogrosso, Pezzi, Carotti, Fissore, Fasano, Statella (dal 18 st Gheller), Meza Colli (dal 43’ st Meregalli), Cesca, Falco (dal 26’ st Marchi), Cinelli. A disposizione Cacchioli, Galassi, Verruschi, Ancora. All. Roselli.

ARBITRO: Roca di Foggia (assistenti Di Vuolo di Castellammare di Stabia e Giampetruzzi di Chiavari; quarto ufficiale Bellotti di Verona)

MARCATORI: Cesca (P) al 6’ st; Marchi (P) al 35’ st

NOTE: le squadre sono entrate in campo con una maglietta che ricorda il numero di conto corrente per effettuare le donazioni alle popolazioni colpite dal terremoto; giornata soleggiata e primaverile; spettatori 2.565; incasso 32.979 euro; ammoniti Fissore (P); Agnelli (S); G.Rossi (S); Bedin (S); Fortunato (S); Marconi (S); calci d’angolo 4-3 per il Pavia; recupero 0’ pt e 5’ st.

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