Cronaca
20 Maggio 2012
L'epicentro tra le province di Ferrara, Mantova, Modena e Rovigo

Terremoto: danni a Ferrara

di Redazione | 3 min

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Trema la terra anche a Ferrara. La prima scossa di magnitudo 4.1 sarebbe partita tra le province di Ferrara, Mantova, Modena e Rovigo all’1.13 di notte. L’epicentro, stando a quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sarebbe stato tra i comuni modenesi di Finale Emilia e San Felice sul Panaro e il  Comune di Sermide nel Mantovano. L’ipocentro a 6,2 chilometri di profondità.

La replica all’1.43 di notte, magnitudo 2.2. Il terremoto sarebbe stato avvertito in tutta la Pianura Padana, fino a Milano. E poi ancora alle 4.04 la scossa più forte, magnitudo 5.9, avvertita in Emilia Romagna e in gran parte del nord est, ipocentro a 10,1 chilomentri di profondità, epicentro 36 chilometri a nord di Bologna stando alle notizie che rimbalzano on line.

A Ferrara questa scossa sussultoria, durata all’incirca venti secondi, sembra sia stata avvertita molto nitidamente da tutti, non solo dai residenti ai piani alti ma anche dalle persone ancora in giro per il sabato sera. “Ha iniziato a tremare l’asfalto sotto i piedi”, raccontano ancora sotto choc gli avventori del chiosco di piadine di piazza Travaglio, che si è ben presto riempito delle tante persone uscite impaurite dalle proprie abitazioni.

I danni riportati dalla città, sebbene non ancora quantificati, si notano passando lungo le strade del centro: diversi i cornicioni crollati a terra, calcinacci anche in piazza Savonarola e corso Martiri della Libertà provenienti presumibilmente dalla facciata del Castello Estense. Crollato in corso Ercole I d’Este uno dei pesanti elementi architettonici che decorano il tetto del settecentesco palazzo dell’ex Borsa di Commercio. Anche in via Ripagrande e via Piangipane alcuni cornicioni sono caduti a terra, danni segnalati anche alla chiesa di San Carlo in corso Giovecca. Dalla chiesa di Santa Maria in Vado è caduta la statua centrale della facciata, rappresentante la Madonna. Anche il fregio del portone di Palazzo Schifanoia sembra aver riportato dei danneggiamenti. Dal portone di ingresso del Parco Pareschi è rovinata una delle “guglie” decorative, colpendo in pieno una vettura parcheggiata nelle vicinanze. La macchina è stata completamente sfondata dall’urto.

Piazza Trento e Trieste come pure piazza Travaglio a pochi minuti dalla scossa più forte erano già piene di gente, uscita dalle proprie abitazioni ancora in pigiama e in ciabatte, i genitori con i bambini piccoli in braccio avvolti nelle coperte. Fuori dagli alberghi gruppi di turisti spaventati, e intanto nell’aria le sirene delle autoambulanze, dei mezzi delle forze dell’ordine, come pure i tanti allarme antifurto scattati dalle vetture in sosta. Gli ospiti della casa di cura Quisisana portati fuori dall’edificio di viale Cavour, tenuti al caldo grazie a delle coperte.

In provincia la situazione non sembra essere migliore, soprattutto nell’alto ferrarese il terremoto pare abbia provocato ingenti danni. A Poggio Renatico è crollata la torre dell’orologio di Castello Lambertini, sede del Comune.

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