Dom 15 Apr 2012 - 546 visite
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Biogas, informazione a giochi fatti

Spett.le Redazione,

vorrei segnalare pubblicamente un non piccolo difetto di democrazia e trasparenza nell’amministrazione del Comune di Ferrara. Giovedì sera a Ravalle c’è stata una vivace assemblea “informativa” sulla centrale a biogas che dovrebbe sorgere in via Pascolone. Dal momento che di queste centrali ne stanno sorgendo un po’ ovunque (finora ci sono 40 richieste in provincia), perché rappresentano un ottimo business per ottenere energia elettrica superpagata dallo stato, c’è stata molta partecipazione, da parte dei cittadini, giustamente preoccupati per l’impatto ambientale e lo sconvolgimento che eserciteranno sulle attività agricole dei comuni di Ferrara, Bondeno, Vigarano e non solo.

L’iter procedurale della richiesta è stato illustrato dai funzionari del Servizio urbanistica e del Servizio ambiente del Comune di Ferrara, l’arch. Ansaloni e l’ing. Stabellini, come sempre chiari, pacati ed esaurienti. Peccato che il permesso per la costruzione della centrale sia stato già concesso il 27 dicembre del 2010. Considerando che la richiesta era stata presentata nel febbraio dello stesso anno, l’assemblea di giovedì è stata organizzata circa due anni dopo, a giochi ormai fatti. E quello che più mi dispiace, come consigliere di circoscrizione 3, è che, alla faccia del Regolamento sul decentramento, questo progetto non è mai stato presentato in consiglio né in commissione, né a Porotto né a Pontelagoscuro. Tra l’altro, non ci è stata data alcuna informazione sulla stessa assemblea di giovedì, pubblicizzata unicamente dagli allevatori confinanti con la futura centrale, che hanno stampato e distribuito a spese proprie centinaia di volantini.

Ma allora che cosa ci stanno a fare le circoscrizioni? Ha fatto bene l’ex-ministro Calderoli ad abolirle? Francamente, mi sembravano un importante strumento di informazione e apertura al dialogo con i cittadini. Ma così evidentemente non è.

Concludo con un’ultima precisazione. Quando mi sono detto contrario a queste centrali, che per il proprio funzionamento pretendono 300 ha appositamente adibiti a mais ognuna (anziché recuperare gli scarti di attività agricole e di allevamento già presenti), sia il presidente del consiglio comunale sia la presidentessa della circoscrizione 3 (invece di rispondere a molte domande dei cittadini, rimaste inevase, come ad es. su come si intenda tutelare l’area protetta dall’Unesco) mi hanno attaccato sostenendo che il consigliere Tavolazzi, di PPF come me, il 2 aprile u.s. avrebbe votato, lui solo, “contro la procedura d’urgenza”, con cui il consiglio comunale ha varato un ordine del giorno sulle centrali a biogas. Il nostro consigliere ha votato contro la procedura d’urgenza semplicemente perché il documento presentato dal Pd è aria fritta e anche un po’ ipocrita. Aveva richiesto di integrare l’o.d.g. con un vincolo più efficace, a salvaguardia delle colture alimentari. Una serie di modifiche da apportare al testo del Pd in commissione per impedire il saccheggio delle aree agricole, spesso sacrificate ai profitti attesi da operazioni industriali speculative. Qualche giorno in più non avrebbe spostato nulla rispetto al caos attuale. Ma il Pd è andato avanti a testa bassa. Così, votata l’urgenza da parte della maggioranza, Tavolazzi seduta stante ha proposto un emendamento, che avrebbe fatto la differenza rispetto al vuoto pneumatico del documento presentato dal consigliere Cristofori. Ma il Pd ed altri gruppi, anche di opposizione (inciucio al biogas?), hanno votato compatti contro l’emendamento Ppf.

A quel punto, la “procedura d’urgenza” ed il contenuto inconsistente dell’o.d.g. del Pd, si rivelavano per quello che sono: una manovra per velocizzare le concessioni alle richieste che stanno arrivando, senza fissare debitamente dei criteri che possano limitare il sorgere come funghi di queste centrali che, in mancanza di una pianificazione integrata delle aree ad attività agricola, rischiano di diventare veri e propri eco-mostri.

Tommaso Mantovani

Ppf, Circoscrizone 3

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