Cronaca
6 Febbraio 2010
In Italia per fare la baby sitter, nigeriana denuncia i suoi sfruttatori

Riti vudu per costringerla a prostituirsi

di Mauro Alvoni | 1 min

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Prima l’hanno attirata in Italia con la promessa di un lavoro da baby-sitter, poi le hanno sottratto il passaporto e costretta a prostituirsi con minacce, percosse e riti vudù. Lei, una 24enne  nigeriana entrata illegalmente nel nostro Paese con un passaporto riportante le generalità di un’altra persona, avrebbe dovuto restituire alla “maman” la somma di 50mila euro e per ragranellare il denaro era obbligata dai suoi sfruttatori a prostituirsi in via Bologna.

Sfruttatori che ora però dovranno rispondere alla giustizia, perché dopo un anno e mezzo di soprusi e umiliazioni la ragazza, grazie anche all’ausilio di una associazione che provvede al recupero delle prostitute di strada, ha trovato il coraggio di sporgere denuncia agli uffici della Questura.

Una denuncia dettagliata che ha permesso al personale della Squadra Mobile di riscontrare le dichiarazioni rese dalla giovane e di raccogliere gravi indizi di responsabilità a carico di I.D., un uomo di 53 anni nato e residente a Cavriago (Re), e di E.E., una 38enne nigeriana residente a Ferrara. I due sono entrambi indagati in concorso per i reati di favoreggiamento all’immigrazione  di clandestini destinati alla prostituzione e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

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