Gio 1 Mar 2012 - 680 visite
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Dal derivato alla turbogas sotto l’ex city manager

Dopo la martellante campagna di accuse contro l’Amministrazione, che anni fa aveva stipulato un derivato per abbassare il rischio di tasso, e contro chi sosteneva che i derivati sono strumenti delicati ma non diabolici, in questi giorni si legge del consigliere Tavolazzi che dice: “ho suggerito io il derivato… che non è il male in se… a quell’epoca tutti i Comuni emiliani adottarono derivati”. O Tavolazzi ha trovato un consulente minimamente alfabetizzato in tema di finanza derivata, o è stato costretto a fare marcia indietro dopo che è emerso un documento dove lui stesso, in qualità di city manager, raccomandava “il ricorso a derivati per ridurre il costo dell’indebitamento”. Le successive affermazioni, secondo cui l’Amministrazione ha poi sottoscritto un derivato “sbagliato” e “rinegoziato in maniera peggiorativa”, cozzano con le caratteristiche assolutamente standard del contratto di Interest Rate Swap stipulato e con i netti miglioramenti ottenuti con le rinegoziazioni (del 2003 e in particolare del 2005), che hanno corretto le condizioni contrattuali della prima versione (consigliata da Tavolazzi) nel frattempo vietate dalla normativa nazionale. Il Giudice del Tribunale di Milano, con la transazione tra il Comune di Milano e gli istituti di credito con cui erano stati stipulati derivati, si è poi incaricato di smentire l’affermazione che “solo il derivato di Ferrara sia fonte di continue perdite”.

Analogamente sulla Turbogas: fin dagli inizi (marzo 2006), per accreditarsi come oppositore di quel progetto Tavolazzi dichiarava che “le prime informazioni sulla Turbogas sono arrivate in Consiglio Comunale poco prima della revoca del mio incarico” di city manager. Mettiamo in fila le date: l’incarico di City Manager durò dal 18/4/2000 al 5/11/2002; l’accordo di programma sulla Turbogas fu siglato il 7/5/2001, il progetto di centrale fu presentato ai consiglieri comunali il 17/10/2001, l’istruttoria tecnica della commissione VIA occupò l’intero 2001, il parere favorevole della Giunta sulla compatibilità ambientale si ebbe il 19/2/2002. Anche se dal 17/7/2001 tutte le delibere dovevano essere condivise con l’assessore competente e successivamente (dal 31/1/2002) anche con il dirigente di settore e con il segretario generale, non risultano obiezioni o prese di posizione contrarie al progetto Turbogas da parte del city manager Tavolazzi.

Anche in relazione alla vicenda dell’ospedale di Cona emergono comportamenti simili. Fino al 17/6/2011 Tavolazzi nega ogni sua collaborazione a quel progetto. Quando dagli archivi pubblici emerge il documento datato 5/6/2000 contenente la sua nomina nella “Commissione di supervisione del progetto per l’Ospedale di Cona”, Tavolazzi dichiara di aver partecipato soltanto alla prima riunione e di essere stato estromesso subito dopo perché dissidente. Ancora una volta esistono documenti che si incaricano di smentirlo: si tratta di due verbali di sedute alle quali Tavolazzi risulta aver partecipato senza sollevare obiezioni, e di un suo resoconto autografo sulle attività in cui era impegnato per trasferire il Sant’Anna a Cona, pronto soccorso incluso. Il tutto tralasciando il comunicato stampa relativo a una visita a Cona, che conteneva entusiastiche previsioni sul buon esito di quel progetto per la nostra sanità: Tavolazzi era presente alla visita e non risultano dissensi nel merito, né nella forma.

Qualcuno ha detto che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Tuttavia esiste una differenza non piccola tra il sostenere le proprie idee, assumendo la responsabilità di eventuali mutamenti d’opinione, e l’inseguire ogni pretesto per accusare l’Amministrazione e gli avversari politici di mala gestione e scorrettezza.

Luca Vaccari, consigliere comunale Pd

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