Mer 29 Feb 2012 - 1819 visite
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“Enlarge your penis”, Elio convince tutti

Standing ovation al Nuovo per “le storie tese”

Elio e le storie tese sbarcano a Ferrara con “Enlarge your penis”,  il tour 2012: una teoria di classici poco frequentati dal grande pubblico, diverse hit storiche ed alcuni brani inediti. “Enlarge your penis”, la canzone da cui prende nome il tour, è tra questi: un inno allo spam, alle pubblicità demenziali che riempiono la casella della posta elettronica. “Fin’ora in Italia esisteva solo una canzone dedicata a internet – ha puntualizzato sul palco il frontman del gruppo -, ed era “Www mi piaci tu” dei Gazosa. Abbiamo riempito un vuoto”.

Il pubblico che ieri sera ha affollato la sala del teatro Nuovo è andato in visibilio. La scaletta ha accontentato veramente tutti: dal ritmo cha cha cha di “Abbecedario” a “Cartoni animati giapponesi”, pezzo giudicato dai critici troppo sincopato, almeno a detta di Elio, per la cui valutazione è stata chiamata una votazione finale per alzata di mani – “in questo Paese dominano come sempre i non so, non rispondo”.

Il gruppo non si è tirato indietro di fronte a nulla: ha recuperato dal cassetto degli inediti la provocazione nazional-sentimentale di “(Gomito a gomito con l’) Aborto”, oltre a proporre il reggae milanese di “Parco Sempione” e la risposta ideale alla “Ballata della schiavitù sessuale” di Kurt Weill e Bertolt Brecht: “Nudo e senza cacchio”.

La formazione si è esibita al completo e valore aggiunto è stato portato ad ogni interpretazione dalla straordinaria voce di Paola Folli, ironica partecipe dei duetti più romantici, come “Tvumdb” – sostituendo impeccabilmente Giorgia, che cantava nella versione originale – e “Cateto”.

Imperdibile anche l’esibizione di Luca Mangoni, che ha intrattenuto la folla con travestimenti e coreografie: dal peperone, al mago, al venditore di lamierati. Sicuramente l’apice della serata si è avuto – grazie anche alla sua esibizione in qualità di lapdancer, “armato” di stivali viola e glitter – durante l’accoppiata danzereccia: “Discomusic” è infatti trapassata senza discontinuità in “Born to be Abramo”. Un crescendo delirante e dissacrante in cui, alla base anni Settanta di “Born to be alive”, si è sommato non solo il testo del classico da doposcuola parrocchiale, ma anche il balletto di Mangoni in tutina rosa, con tanto di boa di piume di struzzo strofinato tra le gambe.

Lo spettacolo non poteva concludersi con la scontata richiesta di un bis. Il pubblico ha richiamato sul palco gli artisti con una serie entusiasta di “Forza panino”. Elio e le storie tese hanno accolto la richiesta implicita, chiudendo con “Il Pippero” – tormentone ispirato alle mode dei balli di gruppo – e appunto “Tapparella”, di cui “Forza panino” è una citazione.

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