Copparo
23 Febbraio 2012
Sentiti come testimoni Alessandri, dg di Area, e Cavalieri Foschini

Area-Brodolini, “l’asta non ci fu”

di Marco Zavagli | 2 min

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Copparo. L’asta non c’è mai stata. Quella che ha visto lo scambio di informazioni, o rivelazioni di atti coperti da segreto d’ufficio, tra Walter Cavalieri Foschini, allora vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Comacchio e Giovanni Alberi della cooperativa Brodolini, era solo una selezione, una pre-gara, secondo la difesa.

È quanto emerso ieri al processo Area-Brodolini dall’esame di Raffaele Alessandri, attuale direttore generale di Area, già indagato e poi “archiviato” insieme all’ex presidente Vittorio Volpi. La procura contesta invece la turbativa d’asta per un “affare” da 45 milioni di euro aggiudicato alla cooperativa Brodolini di Volania di Comacchio. Sotto accusa sono tre gare d’appalto del 2008 per la gestione dei rifiuti nel Comacchiese e in altri Comuni che la Coop Brodolini – secondo la procura – doveva assolutamente vincere.

Imputati a vario titolo per turbativa d’asta e concorso in rivelazione di segreti d’ufficio sono Arrigo Bellinazzo, ex direttore generale di Area (per lui solo la turbativa), Giovanni Alberi e Adelio Peroni, della Coop Brodolini.

“Parliamo di contestazioni che non reggono – sostiene l’avvocato Alessandro Pierotti, difensore di Alberi -, dal momento che chiedere di alzare l’alea dal 5 al 7% e prolungare la durata del contratto dai 5 ai 7 anni ricade nella normalità delle cose in quel settore. Tra l’altro Area poteva bandire la gara solo per quei comuni che ha in house come società di servizi e Comacchio non rientrava tra questi”. Ergo, la gara non poteva nemmeno essere bandita.

“E l’asta nemmeno c’è mai stata – va oltre l’altro difensore, l’avvocato Alberto Bova -. Qui parliamo di modifiche che la ditta Brodolini avrebbe chiesto all’appaltatrice Area in fase di preselezione, modifiche valide erga omnes che rientrano nella normale dialettica dei contraenti per contribuire a migliorare il futuro bando di gara ed evitare così che andasse deserta perché di nessun interesse per gli eventuali parrtecipanti”.

Sul punto sempre ieri è stato sentito Walter Cavalieri Foschini, uscito dal processo con un patteggiamento a 8 mesi per la rivelazione di atti segreti. “La notizia non era segreta – rincara la dose Bova – per ché gli atti non erano coperti da segreto d’ufficio, dal momento che non c’è stata nessuna asta”. E quanto alla posizione di Alberi, “non ha commesso reato perché in ogni caso chi riceve le notizie non ne risponde”.

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