Gentile Direttore,
qualche settimana fa il Comune di Berra ha approvato due mozioni che riguardano l’istituzione del Registro delle Unioni Civili e la promozioni di azioni di contrasto all’omofobia, entrambe presentate dal consigliere Dario Capatto.
Come associazione che da sempre si batte per migliorare le condizioni di vita delle persone gay e lesbiche esprimiamo il nostro plauso per questa decisione del Consiglio Comunale, a cui si aggiunge la soddisfazione nel constatare che anche nelle piccole realtà si sta diffondendo una forte sensibilità rispetto a temi che troppo spesso sono erroneamente relegati alla politica nazionale.
Registro delle Unioni Civili e lotta all’omofobia, pur essendo questioni che vanno nella stessa direzione, hanno ciascuna una propria specificità.
L’istituzione da parte di un comune del Registro ha un valore poco più che simbolico, visto che gli effetti di natura pratica sono per forza di cose molto blandi. L’iscrizione a questo registro è un atto pubblico formale che al momento non incide in maniera sostanziale nella vita delle persone, essendo le competenze dei comuni in questa materia molto limitate. Rimane però l’aspetto simbolico che è di primaria importanza. Anche Berra si è voluta aggiungere alle decine e decine di comuni che in tutto il paese danno un segnale alle istituzioni centrali rispetto alla necessità di una serie di cambiamenti legislativi che riconoscano le nuove tipologie di famiglie. A Bologna e Ferrara questo segnale è stato dato anni fa, Napoli è stata nei giorni scorsi l’ultima grande città a prendere questo provvedimento, Milano è in dirittura d’arrivo. Solo il Parlamento sembra rimanere sordo e immobile, ma non potrà eludere la questione ancora a lungo.
Diversa è la questione che riguarda l’omofobia. Si tratta di una battaglia di civiltà che ogni comune può concretamente intraprendere. Molte sono le azioni possibili di contrasto a tutte le forme di violenza fisica e psicologica a cui spesso sono sottoposte le persone gay e lesbiche. Queste azioni riguardano essenzialmente la formazione e la diffusione della conoscenza che porta ad un avanzamento civile di tutta la società. Promuovere dei dibattiti, organizzare delle proiezioni, incoraggiare interventi nelle scuole sono azioni possibili e facilmente realizzabili, e con costi molto limitati.
È per questo che rimaniamo per l’ennesima volta amareggiati di fronte all’incomprensibile comportamento dell’opposizione, che in Consiglio Comunale a Berra ha votato contro o è uscita dall’aula, con motivazioni sconcertanti quali “il Consiglio Comunale non è luogo adatto a questo tema, preoccupiamoci piuttosto dei bisogni dei cittadini, di buche e di lampioni”, dimenticandosi che è dovere di tutti, e delle istituzioni in primo luogo, combattere contro l’intolleranza e il pregiudizio che sfociano troppo spesso nella violenza. E dimenticandosi allo stesso tempo di tutti i gay e le lesbiche di Berra, che oltre ad avere il problema del lampione spento e della buca per strada, devono combattere come tutti noi contro uno stigma sociale duro a morire.
Da oggi gay e lesbiche di Berra sanno che il Comune è dalla loro parte e che si impegna a prosciugare le sacche di ignoranza e pregiudizio che sono la prima causa dell’odio verso le persone omosessuali, l’omofobia appunto, che è presente ovunque, anche a Berra.
Flavio Romani e Patrizia Turchi
Presidenti Circomassimo Arcigay e Arcilesbica – Ferrara