gio 2 Feb 2012 - 44 visite
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Warbo, tecnologie innovative per l’acqua sostenibile

Si è concluso il convegno organizzato dal comune di Copparo e dal tecnopolo dell’università di Ferrara

Copparo. ‘Sostenibilità delle risorse idriche’, questo il titolo del convegno svolto martedì 31 gennaio e organizzato da comune di Copparo, Istituto nazionale di geofisica sperimentale e Tecnopolo dell’università di Ferrara.

Dopo i saluti dell’assessore all’ambiente Sandro Pelati, che ha ricordato: «Copparo è attento, sensibile e propositivo sul tema dell’ambiente e l’adesione al Patto dei sindaci, con la firma a Bruxelles dell’impegno a ridurre le emissioni e a fare politiche sostenibili ne è un concreto esempio. E da ultimo, l’appuntamento Ecodays, conclusosi in queste ore e che ha dato la misura di come le persone siano sensibili ai temi ambientali, e di quanto l’ente locale possa fare per il benessere dei propri cittadini».

Daniel Nieto in rappresentanza dell’Istituto di geofisica sperimentale ha illustrato il progetto Warbo (Water Re-Born) e le sue potenzialità, nel rispondere alle necessità di salvaguardare gli ecosistemi, proteggendo e valorizzando l’acqua, bene comune indispensabile per la vita dell’uomo.

Nel suo intervento, Stefano Farina, dirigente area tecnica del comune di Copparo ha fatto il punto sulla situazione del nostro territorio. «I temi sono energia e acqua; per quanto riguarda l’energia, abbiamo sviluppato l’argomento nel progetto energia locale, da cui poi è derivata l’adesione al Patto dei Sindaci. Siamo partiti dieci anni fa con una pianificazione strutturale sui sei Comuni che oggi fanno parte dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi».

Si parla di rete ecologica e di tutela idraulica, questo lo si raggiunge solo su scala territoriale vasta, con la collaborazione tra enti per tutela e protezione dei centri abitati. Molti e qualificati gli interventi della giornata di studio, come per citarne alcuni, quello di Pietro Valentini del Consorzio di Bonifica Ferrara sul ruolo del consorzio per la gestione e tutela delle acque o quello di Marco Bondesan e Lucilla Previati sulle ricadute del progetto sul territorio del Parco del Delta.

Singolare e brillante come sempre Pasquale Persico dell’università di Salerno, che parlando di risorse idriche, impoverimento delle falde e avanzamento del cuneo salino, ha invitato la platea ad andarsi ad ascoltare una canzone di Mina e Celentano: “Acqua e sale”. «Il problema vero non è difendersi dal sale, ma attuare una politica di gestione complessiva del territorio che favorisca e “metta in sicurezza” il valore dell’acqua – afferma Persico -. Così come dice la canzone “acqua e sale mi fai bere, con un colpo mi trattieni il bicchiere, …come un lago che se piove un po’ di meno è uno stagno”.  Non dobbiamo trattenere il bicchiere, ma ridisegnare una politica idrica degna di questo nome e soprattutto non dobbiamo ridurre la risorsa idrica a uno stagno».

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