Spaccio nel sottomura. Arrestato 40enne con crack, eroina e cocaina
È stato sorpreso nei giardini con accesso da via Mura di Porta Po con diverse dosi di stupefacenti già confezionate e pronte per essere cedute
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Fratelli d'Italia ha commemorato i fratelli Govoni con l'ultimo parente il linea diretta, Cesare Govoni, in un simbolico abbraccio. Dino, Emo, Augusto, Ida, Marino, Giuseppe e Primo vennero giustiziati tra il 7 e l'11 maggio 1945 dalla Brigata garibaldina "Paolo"
La Protezione Civile ha diramato un'allerta meteo gialla per temporali per la provincia di Ferrara. Il bollettino ha validità dalla mezzanotte di giovedì 14 a quella di venerdì 15 maggio
Il Comune di Ferrara mette in campo un aiuto concreto per alleggerire il peso delle rette delle strutture residenziali per anziani accreditate sulle famiglie. È infatti disponibile un sostegno economico destinato ai nuclei con redditi medio-bassi
Prenderà il via da Sermide e arriverà a Pontelagoscuro di Ferrara la 4ª edizione della manifestazione sportiva "Voga Lunga del Polesine"
Cento. Si “riapre” la tragica vicenda processuale di Edi Zanasi, morta di parto con il figlio in grembo. Il gip Piera Tassoni non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata a novembre dal pm Filippo Di Benedetto.
La drammatica storia risale alla notte tra il 24 e il 25 maggio 2011 (vai all’articolo). Nell’ospedale SS. Annunziata di Cento muoiono Edi Zanasi, 39 anni, e il suo bambino che stava per dare alla luce, Luca. La donna, al secondo parto, durante il travaglio, vide un improvviso peggioramento delle condizioni di salute. Dopo poco tempo partorì il bimbo morto. A quel punto avvenne un arresto respiratorio. La situazione degenerò, nonostante l’intervento dei rianimatori, e alle 3.30 venne constatato il decesso della donna.
Per quei fatti nel registro degli indagati finirono sei persone. Ossia il personale medico e ostetrico che aveva assistito nei vari momenti la donna: due ginecologi, due ostetriche e due anestesisti.
La successiva autopsia disposta dalla procura di Ferrara (vai all’articolo) e affidata al medico legale Lorenzo Martinelli e al ginecologo Fortunato Vesce, escluse responsabilità nelle condotte dei professionisti. La causa del decesso della madre venne individuata “in uno shock emorragico acuto, in conseguenza della rottura dell’utero gravidico, dovuta a manovre ostetriche” divenute necessarie a causa delle difficoltà in fase espulsiva del figlioletto. Il repentino peggioramento delle condizioni della donna avrebbe impedito una diagnosi tempestiva.
Il figlio, invece, sarebbe stato vittima di una “asfissia endouterina”, dovuta a un “distacco intempestivo di placenta”. Anche questo in conseguenza di una “necessaria manovra ostetrica”.
Motivazioni che evidentemente non hanno convinto del tutto il giudice per le indagini preliminari, che pur in assenza di opposizione all’archiviazione da parte dei legali (gli avvocati Marco Linguerri – che assiste la madre e la sorella di Edi Zanasi – e Gianluigi Lebro – legale del marito), ha ritenuto di non poter accogliere la richiesta del pm e ha fissato un’ulteriore udienza per il 23 febbraio, in attesa della quale potrebbe chiedere un supplemento di indagine.
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