
L'arresto delle donne di Bondeno
Bondeno. È morta Antonietta Bignardi, protagonista di uno degli episodi più suggestivi della Resistenza in provincia di Ferrara. Antonietta era tra le 300 donne Che assalirono il municipio di Bondeno la domenica del 18 febbraio 1945, bruciarono le carte annonarie e i registri di leva per evitare che i loro cari venissero arruolati dalla Rsi ed esposero il Tricolore senza lo stemma sabaudo.
All’arrivo dei fascisti gran parte di loro riuscirono a scappate. Non tutte purtroppo riuscirono a fuggire. Cinque donne rimasero ferite, una decina fu arrestata. Queste ultime furono portate nella caserma dei Carabinieri e di qui trasferite al carcere di Ferrara, dove subirono torture. Tante ebbero a subire per lunghi anni le conseguenze di quei maltrattamenti. Per riavere le proprie mogli e le proprie sorelle i familiari sostarono per diversi giorni davanti alla caserma, finché non furono rilasciate. Nel frattempo un gruppo di partigiani sequestrò il podestà, che fu lasciato libero a patto che fossero liberate le donne condotte in carcere.
“Antonietta come altre 300 donne di tutto il comune di Bondeno – ricordano le compagne dell’Udi e dell’Anpi – erano organizzate nei gruppi di difesa della donna che insieme al Cln (Comitato di Liberazione Nazionale) organizzò la manifestazione grazie alla quale fu concessa la Medaglia di bronzo al Valor Militare per attività partigiane al comune di Bondeno. Antonietta e le altre donne sapevano benissimo che si trattava di un gesto non solo clamoroso ma anche molto pericoloso, infatti molte furono picchiate incarcerate torturate, ma come ci disse tanti anni dopo quando si parlava con le i di questi fatti, “bisognava farlo e basta!”. Questo era lo spirito e la consapevolezza che animò in quegli anni terribili la volontà e il coraggio di tante donne come Antonietta, durante la Resistenza sia a Bondeno sia a Ferrara, come in Italia. Sarà Arrigo Boldrini (Bulow) Medaglia d’Oro al Valor Militare e Presidente nazionale dell’Anpi a dichiarare più volte e a scrivere, che senza la partecipazione attiva o silenziosa delle donne, la Resistenza non avrebbe mai vinto. Grazie anche a te Antonietta per i valori che ci hai trasmesso”.
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