La morte è per definizione la grande eguagliatrice. E allora – per fare il verso a Orwell – perché chi ha la tessera del sindacato in tasca è “più morto” degli altri? Se lo chiedono i due consiglieri di Futuro e Libertà Enrico Brandani e Francesco Rendine, che indirizzano al sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani una interpellanza per chiedere lumi sull’ultima novità in tema di servizi funerari cittadini.
La poco scaramantica questione sorge da un articolo del Carlino che rende noto come l’agenzia di onoranze funebri del Comune, in seguito a una intesa con Cgil, Cisl e Uil offra, a partire dal 1 gennaio 2012, i propri servigi scontati del 10% agli iscritti alle tre sigle confederali.
E se è facile prevedere che gli iscritti allo Spi allungheranno le mani in tasca, l’allettante proposta non è trascurabile in tempi di crisi, visto che la media per l’estremo saluto al caro estinto varia tra i duemila e i quattromila euro. E Amsef, tra le lacrime da prefica, promette di regalare il sorriso di un bel risparmio ai parenti sindacalizzati, circa centomila persone in tutto il Ferrarese (di più, visto che l’opzione si estende ai coniugi dei tesserati). Bare, cofani, composizioni floreali, lapidi e quant’altro sono a disposizione della scontistica.
Troppa grazia (laicamente parlando) per Rendine e Brandani, che fanno notare come “si sta vivendo un momento in cui si cerca di azzerare tutto ciò che può rappresentare un privilegio” e che “siamo in presenza di una società che si pone sul mercato in concorrenza con i privati ma che è comunque una società controllata dal Comune di Ferrara”.
Tra l’altro “di recente – sottolineano i due consiglieri – durante la discussione del bilancio 2012 il sindaco e l’assessore al bilancio hanno manifestato le difficoltà del reperimento di risorse economico-finanziarie per offrire servizi adeguati alla cittadinanza”.
In conclusione, per quanto è lecito immaginare che nessuno voglia prenotare in anticipo i suddetti servizi, i due esponenti di Fli chiedono a sindaco e assessore delegato se “non ritengono opportuno intervenire bloccando questa convenzione/privilegio, oppure estenderla a tutti i cittadini bisognosi del Comune di Ferrara”. Tutti in fila, insomma, e ognuno rispetti il proprio turno.