Sab 24 Dic 2011 - 3540 visite
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‘Smontata macchina del fango’

Tavolazzi respinge accuse Pd. “Ora dimissioni per Merli e Portaluppi”

“A Francolino abito da 13 anni, esattamente davanti alla casa del consigliere comunale Alessandro Talmelli, sarebbe bastato chiedere a lui per evitare di avviare la macchina del fango”. Dopo l’interpellanza Pd relativa ai trasferimenti lavorativi del capogruppo Ppf – la quale chiedeva di verificare la correttezza dei report presentati per i rimborsi chilometrici -, Valentino Tavolazzi risponde personalmente alla cittadinanza.

“Ho spostato la residenza anagrafica presso l’appartamento che ho ereditato da mia madre in centro storico – spiega il consigliere -, ma ho sempre continuato a vivere a Francolino, nella casa intestata a me e a mia moglie”. E in suo sostegno arriva la definizione di residenza ai fini del rimborso chilometrico nella disciplina degli enti locali, dove si intende la dimora abituale (http://www.entilocali.provincia.le.it/nuovo/node/6629). Lo stesso dicasi – fa notare il grillino – per la suprema Corte di Cassazione che – con riferimento alla nozione di residenza afferma che “le risultanze anagrafiche hanno valore solo presuntivo, con la conseguenza che la controparte può dimostrare – ed il giudice ritenere – il luogo diverso dell’effettiva dimora con prova testimoniale” (cfr. Cass. Civile, Sez. III, sent. n. 2070 del 24.3.83).

Anche la Corte dei conti (sez. giurisd. Lazio, 30 giugno 1999, n. 716) ha ritenuto che ai fini del rimborso delle spese di viaggio la nozione di residenza, in mancanza di altre precisazioni, deve essere interpretata secondo l’art. 43 del Codice civile, come dimora abituale e volontaria risultante.

Interrogato sui motivi che lo hanno indotto quindi al cambio di residenza, avvenuto nell’autunno 2010, Tavolazzi spiega che “economicamente lo spostamento mi ha svantaggiato, perché ora pago l’Ici sulla seconda casa di Francolino, ben più grande –e quindi costosa  – del monolocale che ho ereditato. L’ho voluto fare perché mi piacerebbe trasferirmi in centro in futuro, e non nego il vantaggio che mi deriva per l’accesso alla Ztl. Tuttavia mai avrei pensato che questo bastasse a mettere in dubbio ciò che tutti sanno, ovvero che mi muovo quotidianamente sull’asse che collega Ferrara alla frazione”.

Smontate così le accuse sui rimborsi chilometrici ritenuti indebiti dal consigliere Francesco Portaluppi e dal capogruppo Pd Simone Merli, la contestazione si ridurrebbe alle sole tre trasferte “doppie” (due viaggi contati per un’unica giornata di lavoro), per le quali si stima un rimborso totale pari a circa 20 euro: “se compilando i moduli dovessi aver commesso un errore materiale mi dispiace, occorrerà fare dei controlli, ma bisogna sottolineare come più volte, ed è tutto documentato, sono stato io stesso ad appuntare sui report come più impegni in una stessa giornata abbiano necessitato un solo trasferimento, affinché la lettura delle tabelle fosse il più chiara possibile ai dipendenti degli uffici preposti”.

L’interpellanza trasmessa alla procura sul comportamento del consigliere pare abbia suscitato anche l’ira di Beppe Grillo, come dell’intero Movimento 5 Stelle, il quale provvederà ad attivare uno scudo legale nazionale a difesa del suo rappresentante ferrarese, il quale non nasconde la propria delusione: “non credo sia una coincidenza che la macchina del fango si attivi nello stesso momento in cui viene presentato alla corte dei conti l’esposto sul debito pagato a Hera nel 2000, sulla vicenda Spal e sul fotovoltaico. C’è una regia, è un tentativo di delegittimare l’avversario di cui ritengo responsabile morale il vertice Pd”. Tavolazzi rivolge al sindaco Tiziano Tagliani un appello: “se prenderà le distanze dall’operazione del suo partito non lo riterrò colpevole”.

Quanto infine alle dimissioni di Tavolazzi chieste da Merli, Progetto per Ferrara affida la risposta al suo portavoce Angelo Storari: “quando si arriverà al dunque chiederemo noi le dimissioni di Portaluppi e Merli”.

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