Ven 23 Dic 2011 - 3196 visite
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Rimborsi spese a Tavolazzi: ‘Fu ingiusto profitto?’

Un'interpellanza di Portaluppi punta il dito sulle autocertificazioni dei viaggi del capogruppo Ppf. Merli: "Si dimetta"

Francesco Portaluppi e Simone Merli

Una interpellanza di fuoco del Partito democratico contro il consigliere di Progetto per Ferrara Valentino Tavolazzi è stata inviata dal Comune di Ferrara per conoscenza alla procura. Una trasmissione che vuole verificare se nel documento, protocollato ieri mattina, si riscontrino ipotesi di “illecito contabile o reato commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni”. A firmare il documento è Francesco Portaluppi. Il consigliere Pd ha presentato, insieme al suo capogruppo Simone Merli, un’interpellanza al sindaco con cui gli chiede di verificare la correttezza di alcuni comportamenti di Tavolazzi.

Come ricorda la stessa risoluzione Pd, secondo le normative vigenti, ai consiglieri che risiedono fuori del capoluogo dove ha sede il Comune spetta il rimborso per le spese di viaggio effettivamente sostenute per partecipare alle sedute degli organi cui appartengono, e anche per svolgere funzioni proprie e delegate.

Ogni mese, i consiglieri residenti fuori del centro abitato (quello delimitato dal cartello ‘Ferrara’) possono presentare richiesta di rimborso autocertificando residenza, data del viaggio e chilometri effettivamente percorsi: l’importo per ogni chilometro è pari ad un quinto del prezzo di un litro di benzina, rilevato dal Ministero dello Sviluppo economico. Nell’ottobre 2010 si trattava di 0,270 centesimi al chilometro; il mese successivo (è questa l’epoca cui si riferisce l’interpellanza) di 0,274.

“Ogni consigliere – terminano le premesse dell’interpellanza – è componente di più di una commissione consiliare; si può allora verificare che nello stesso pomeriggio partecipi ai lavori di due commissioni, appositamente convocate l’una di seguito all’altra. Quando gli argomenti da trattare lo richiedono, si svolgono anche sedute congiunte”.

Le contestazioni a Tavolazzi riguardano tre date specifiche ed una situazione più generale. Le date sono 24 settembre 2009, 17 marzo 2010 e 26 ottobre dello stesso anno.

Nel primo caso “nella Residenza municipale – considera l’interpellanza – si tenne dalle 15.30 una seduta della Seconda commissione, protrattasi fino alle 17.05; alle 18 nella stessa sede è iniziata una seduta della commissione Statuto-Regolamento. Due consiglieri – continua il testo –, componenti di entrambe le commissioni, hanno successivamente chiesto il rimborso per la partecipazione ad entrambe le sedute: Francesca Cavicchi della Lega Nord, che ha dichiarato un solo viaggio percependo così un solo rimborso, e Valentino Tavolazzi, che ha dichiarato invece due viaggi andata/ritorno, percependo così un rimborso doppio rispetto alla spesa necessaria”.

A conferma, Portaluppi e Merli allegano i moduli: da quello del settembre 2009 risulta che il giorno 24 Tavolazzi ha autocertificato di aver usato l’auto prima alle 15.30 (per partecipare alla Seconda commissione) poi alle 18 (per la Statuto), compiendo ogni volta, tra andata e ritorno, 21 chilometri, per un totale dunque di 42.

La seconda contestazione si riferisce al 17 marzo 2010, “quando – scrive Portaluppi – il presidente del Consiglio comunale ha invitato Sindaco, Giunta e Consiglieri ad una visita del Palazzo dei Diamanti. La visita si è svolta al termine di una seduta della commissione Statuto-Regolamento: anche in questo caso, il solo consigliere Tavolazzi ha dichiarato due viaggi andata/ritorno dalla sua residenza di Francolino a Ferrara, percependo così un rimborso doppio delle spese effettivamente necessarie, oltretutto per una visita offerta agli amministratori a titolo di cortesia, non certo per lo svolgimento di funzioni istituzionali”.

Dalla fotocopia allegata risultano autocertificati 21 chilometri alle 15.30 (motivo: ‘Terza commissione’) ed altrettanti alle 18 (motivo: ‘visita Consiglio Diamanti’).

Infine, “il 26 ottobre 2010 – prosegue l’interpellanza – si è tenuta in Municipio una seduta congiunta (dunque contemporanea) delle commissioni consiliari Terza e Quarta; alcuni consiglieri erano presenti in doppia veste di componenti sia della terza che della quarta commissione. Il solo consigliere Tavolazzi, però, ha poi dichiarato di aver dovuto svolgere due viaggi (21 km x 2 = 42 km autodichiarati per partecipare ad un’unica seduta!), in modo da percepire un rimborso doppio delle spese effettivamente necessarie”.

C’è poi una contestazione più generale: “risulta all’Anagrafe che il consigliere Tavolazzi risiede nel capoluogo del comune di Ferrara, in via Calcagnini, non in via Calzolai (ovvero in località Francolino) come ha sempre dichiarato sulle richieste di rimborso”.

Ecco dunque l’interpellanza al Sindaco: si vuole sapere “a quale titolo il consigliere Tavolazzi, a differenza di ogni altro, percepisca dal Comune rimborsi di spese doppi rispetto al necessario per partecipare a commissioni tenutesi una dopo l’altra nello stesso pomeriggio”, ma anche “a quale titolo percepisca rimborsi doppi rispetto al necessario per partecipare ad un’unica seduta congiunta di due commissioni”. Ancora, si vuole sapere “a quale titolo ponga le spese di viaggio relative ad un privilegio a lui offerto a titolo di cortesia (una visita ai Diamanti, con ingresso e guida gratuiti), spese di viaggio doppiamente non dovute visto che il consigliere si trovava già a Ferrara”, e, a proposito della contestazione più generale, “a quale titolo percepisca rimborsi per partecipare a sedute consiliari e di commissione che si svolgono in Municipio, nonostante lui risieda nel capoluogo comunale”.

In conclusione l’aspetto legale: si vuole sapere dal Sindaco “se le autocertificazioni non possano rappresentare la volontà di conseguire un ingiusto profitto, e se non esistano elementi che possano configurare la fattispecie di qualche illecito”.

E’ il capogruppo Merli a questo punto a tirare le somme e a chiedere le dimissioni di Tavolazzi: “il Movimento 5 Stelle pone temi e principi condivisibili, soprattiutto con riguardo ai costi della politica; se Tavolazzi non li sa portare avanti allora è giusto che prenda questa decisione”.

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